Caporalato, dopo l’ennesima strage: “I controlli da soli non bastano”
06 giugno 2026
Cuneo
Dopo l'uccisione dei quattro braccianti, bruciati vivi dopo essere stati rinchiusi in un minivan in una stazione di servizio lungo la Statale Jonica 106, all'altezza del comune di Amendolara in provincia di Cosenza, il consigliere regionale del Pd, Mauro Calderoni, rilancia la necessità di nuove politiche e nuovi strumenti per l'organizzazione del mercato del lavoro. “Pensare che bastino i controlli - scrive Calderoni - significa ignorare le cause strutturali che alimentano sfruttamento e illegalità. La morte atroce di quattro braccianti, arsi vivi in un’auto, impone rispetto, cordoglio e silenzio per le vittime. Ma impone anche verità. Non possiamo limitarci, ancora una volta, alle dichiarazioni di circostanza e all’ennesimo richiamo alla necessità di aumentare i controlli. Da anni, dopo ogni tragedia legata al caporalato e allo sfruttamento del lavoro agricolo, assistiamo allo stesso copione, evidentemente non sufficiente. Se il fenomeno continua a prosperare significa che il problema è più profondo e riguarda l’organizzazione stessa del mercato del lavoro”. “Servono - prosegue Calderoni - nuove politiche e nuovi strumenti per l’incontro tra domanda e offerta di impieghi, maggiore presenza pubblica nell’intermediazione, sistemi trasparenti di reclutamento della manodopera, alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali e filiere che riconoscano il giusto valore al lavoro. Pensare che bastino i controlli significa ignorare le cause strutturali che alimentano sfruttamento e illegalità. Di fronte a quattro persone morte in modo così terribile, continuare a ripetere le stesse formule senza cambiare davvero le regole rischia di trasformare il cordoglio in ipocrisia. Per questo lavoriamo da mesi ad una presa di posizione del Consiglio regionale che speriamo venga condivisa da tutte le forze politiche. Lo dobbiamo alle vittime, ai lavoratori e alle tante imprese agricole che operano nel rispetto della legge”.