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Lunedì 15 luglio 2024

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Una visione differente per piazza Europa

Nel dibattito attualmente in corso in città interviene l'architetto Dario Castellino con una sua proposta che salva anche alcuni dei cedri oggi presenti

Cuneo

La Guida - Una visione differente per piazza Europa

piazza Europa - proposta di Dario Castellino

Sul tema della riqualificazione di piazza Europa a Cuneo interviene l’architetto Dario Castellino, con una sua proposta che rivisita il progetto attualmente in discussione, salvando in parte anche alcuni dei cedri oggi presenti.

“Intervengo sul tema di Piazza Europa (forse andandomele un po’ a cercare), ma da cittadino e da architetto rimango un po’ disorientato dal dibattito in corso sulle sorti della piazza.
In generale le città hanno bisogno di rigenerarsi continuamente per adattarsi ai cambiamenti sociali ed economici, altrimenti rischiano di implodere o innescare dinamiche negative.
Il rifacimento di Piazza Europa è un’occasione molto importante per Cuneo e deve essere affrontato con uno sguardo largo e di alto profilo, per dare slancio e futuro a questa parte essenziale di città.
Prendendola un po’ alla lontana, Cuneo ha vissuto 500 anni dentro le sue mura medioevali, poi Napoleone, grazie ai suoi urbanisti, ci ha regalato l’impostazione attuale. Come in una stratigrafia geologica si è sviluppata linearmente con una densità sempre meno compatta verso Borgo San Dalmazzo con la parte ottocentesca, novecentesca e poi con quella attuale ancor più sfrangiata.
A mio parere l’asse viario di Via Roma e Corso Nizza può essere immaginato come un lungo corridoio di una casa, dove si passa senza fermarsi e le piazze come delle stanze dove ci si ferma. L’attuale soluzione di Piazza Europa mi sembra una stanza con grandi armadi in centro, da spostare invece sulle pareti.
Piazza Europa è figlia di questo sistema e dei ruggenti anni ‘60 dove tutto era possibile, ma da buoni cuneesi sabaudi siamo riusciti (cosa non scontata) a controllarne ancora abbastanza bene la forma regolare e le porticate su tutti i lati. Si sognava così in grande che si era deciso di fare anche un grattacielo, poi miseramente capitozzato, sull’esempio della torre Velasca a Milano con i pilastri a forchetta. Gran parte della piazza è stata regalata ai corsi e alle automobili che erano segno di progresso e avevano voglia di asfalto.
Erano ancora lontani i temi della pedonalizzazione, della permeabilità dei suoli, dell’inquinamento ecc. Il ritaglio rimasto tra le strade è stato poi organizzato non come piazza di aggregazione, come lo intendiamo noi adesso, ma in modo molto più formale come l’esaltazione della torre. Il disegno ricorda i giardini classici di Versailles con aiuole piantumate lineari, spruzzi d’acqua e prati per esaltare la prospettiva sulla torre. L’essenza degli alberi era figlia della moda di quegli anni, orgoglio di tutte le villette della pianura.
Oggi la piazza segna l’esatta dividente tra la città calda e quella fredda che ne fa intuire il fatto che non è più adeguata a rispondere alle esigenze attuali e deve essere ripensata. Credo che sia fondamentale, prima di arrivare alla progettazione definitiva, condividere con la città, una serie di punti strategici da cui far scaturire un progetto che sia perfettamente in armonia con i bisogni del quartiere e dei fruitori di quel luogo: famiglie, anziani ma soprattutto i giovani, gli studenti che popolano e vivono quella piazza dato che la maggior parte degli Istituti superiori si trovano nelle vicinanze.
Una Piazza per i giovani con una grande attenzione al verde e alle biodiversità tipica delle nostre montagne.

Questi a mio parere i temi fondamentali:

1) sarebbe importante che la piazza venisse considerata come il perimetro dei palazzi sui quattro lati (Rossi, Cuba, Don Chisciotte, Ippogrifo) e con un unico progetto per tutta l’area, sviluppato anche in tempi diversi in base alle risorse a disposizione;

2) la pavimentazione dovrebbe essere omogenea, con un disegno complessivo;

3) i parcheggi non devono essere il vincolo imprescindibile e sarebbe meglio che fossero collocati sul lato corto a nord e ottimizzati quelli nelle vie laterali;

4) gli alberi di grande dimensione (querce, celtis, ecc) potrebbero essere collocati sul perimetro mentre verso il centro erbe, arbusti ed alberi più bassi per creare ombra ma al contempo permettere una percezione totale della piazza;

5) in quest’ottica una parte dei cedri potrebbero essere mantenuti, quelli dal lato Cuba;

6) elementi coperti leggeri messi in luoghi strategici per creare occasioni di incontro soprattutto per i tantissimi studenti delle scuole circostanti;

7) area pattinaggio, spettacoli, svago collocati nell’angolo davanti a Rossi computer;

8) in un’ottica di sostenibilità, le fontane con il loro spreco d’acqua sono ecologicamente anacronistiche, meglio puntare su spazi di sosta e di relazione.

Su questa base si può mettere in scena un progetto di ampio respiro, non limitato ad una parte, che dia slancio e impulso alla città.
Ho preparato e messo a disposizione una mia suggestione, non per sovrappormi alla soluzione proposta, ma per regalare alla città una visione differente”.

piazza Europa - proposta di Dario Castellino piazza Europa - proposta di Dario Castellino

piazza Europa - proposta di Dario Castellino

piazza Europa - proposta di Dario Castellino

piazza Europa - proposta di Dario Castellino

piazza Europa - proposta di Dario Castellino

piazza Europa - proposta di Dario Castellino

piazza Europa - proposta di Dario Castellino

piazza Europa - proposta di Dario Castellino

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