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Mercoledì 17 aprile 2024

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Nel 2023 soccorse 1.793 persone

I numeri del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese: tra le persone recuperate 527 sono stati gli illesi, 1.185 i feriti e 81 deceduti (4,5%)

Cuneo

La Guida - Nel 2023 soccorse 1.793 persone

2.181 eventi di soccorso gestiti, 1.529 missioni effettuate, 1.432 interventi di soccorso, 97 interventi di Protezione Civile, 1.793 persone soccorse, 34.596 ore uomo in attività di soccorso.
E’ il bilancio 2023 del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, che effettua attività di soccorso sanitario in convenzione con l’Azienda Zero della Regione Piemonte.
“Si è registrato un aumento degli infortuni e delle situazioni di emergenza, orrelati all’aumento di frequentazione delle terre alte – spiegano i referenti del Soccorso Alpino -.Sicuramente il 2023 ha avuto un andamento meteorologico molto favorevole alla pratica di attività all’aria aperta e in montagna soprattutto durante l’estate che ha offerto giornate diffusamente soleggiate con temperature eccezionalmente miti e precipitazioni scarsissime. Occorre aggiungere che dopo la pandemia da Covid-19 del 2020, tutti i dati di attività del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese segnano un deciso aumento rispetto agli anni precedenti”.

Le chiamate in Centrale Operativa

L’allertamento della Centrale Operativa è il primo passo per l’attivazione di un’operazione di soccorso alpino o speleologico. L’utente effettua la chiamata al Numero Unico delle Emergenze 112
che gira gli allarmi provenienti da terreno impervio al Tecnico del Soccorso Alpino presente h24 presso la sala dell’Emergenza Sanitaria di Grugliasco. Nel 2023 le chiamate gestite dai Tecnici di Centrale Operativa SASP sono state 2.181 superando il record di 2.146 stabilito 2020. Oltre al miglioramento delle infrastrutture telefoniche mobili che consente di effettuare una chiamata di emergenza anche dalle aree più remote della regione e alla sempre più radicata abitudine a rivolgersi ai numeri telefonici d’emergenza, occorre segnalare che aumentano gli allarmi lanciati tramite applicazioni per smartphone tra cui Georesq sviluppata dal CNSAS e tramite device come smartwatch. Da questo punto di vista si segnala anche un aumento di false chiamate, complessivamente 41, risultanti da allertamenti automatici non verificabili.

Le missioni di soccorso

Delle chiamate che sono transitate presso la Centrale Operativa nel 2023, 1.529 sono state le missioni effettivamente attivate sul territorio, 37 in più rispetto al precedente record segnato nel 2021 quando erano state 1.492. Delle 1.529 missioni di soccorso 1.432 hanno riguardato interventi a carattere sanitario o a carico di infortunati esposti a rischio evolutivo. 97 missioni sono ricadute nella sfera delle operazioni di Protezione Civile. Le operazioni di protezione civile riguardano il supporto operativo in eventi alluvionali, dissesti ecc. (10 missioni), il supporto agli Enti Locali, (30 missioni) e il supporto veterinario con il recupero delle carcasse bestiame (57 missioni). Le 1.432 missioni di soccorso sanitario hanno riguardato in maggioranza incidenti e infortunati nello svolgimento delle attività del tempo libero svolte in l’ambiente impervio montano, tra essi si sono effettuati 10 interventi in valanga, 183 ricerche, 20 soccorsi in incidenti con il coinvolgimento di mezzi meccanici.
Purtroppo si è osservato un incremento nella gestione di false chiamate, molto spesso attribuibili agli allarmi automatici inviati per errore da device tecnologici indossabili, esse ammontano a 41 chiamate.

Operazioni aeree o via terra

Gli interventi di soccorso alpino vengono condotti in due modi: con il supporto dell’eliambulanza del Servizio Regionale di Elisoccorso (il tecnico SASP è a bordo in tutte le missioni) oppure esclusivamente dalle squadre a terra. Nel 2023, l’elicottero è intervenuto nel 72% delle missioni segnando una diminuzione rispetto all’80% del 2022. Il contributo generale offerto dalla presenza delle squadre a terra rimane, tuttavia, fondamentale se si considera il dato delle persone soccorse che nel 46% dei casi vengono recuperate soltanto via terra, senza l’ausilio degli elicotteri.

Le persone soccorse

Nel 2023 il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese ha recuperato 1.793 persone (1.512 il record precedente del 2020) segnando il primato assoluto mai registrato in Piemonte. 527 sono stati gli illesi, 1.185 i feriti e 81 deceduti (4,5%), un numero che è rimasto negli anni costante. Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (48%) seguite dai malori (15%), e riguardano gli uomini nel 76% dei casi e le donne nel 24%. Nelle altre cause rientrano le valanghe, gli scontri o i traumi in pista da sci, come pure gli esiti conseguenti morsi di insetti e/o vipera ecc. Tutte le differenti cause minori hanno singolarmente una valenza percentuale inferiore allo 0,3%. Infine, il 92% delle persone soccorse praticava attività del tempo libero contro il 6% di residenti in montagna e il 2% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro. In nessun caso sono state applicate le spese di compartecipazione agli interventi previste dalla deliberazione n. 27-2363/2015 della Giunta Regionale piemontese. Delle 1.793 persone soccorse 817 sono state recuperate dalle Squadre a terra, mentre 976 sono state recuperate con elicottero.

Soccorso ipogeo

Dopo alcuni anni di scarso impiego, nel 2023 i tecnici della Delegazione Speleologica piemontese sono intervenuti in tre operazioni di cui due in Lombardia a supporto delle squadre locali e una presso la Grotta della Morca in Turchia collaborando fattivamente alla missione internazionale che ha consentito di salvare uno speleologo americano gravemente infortunato a una profondità di -1000 metri.

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