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Venerdì 21 giugno 2024

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Giovani immigrati a corsi e al lavoro, assolti quattro imputati

Formula piena per le cooperative cooperative Immacolata 1892, Casa dell’Immacolata e Il Tulipano

La Guida - Giovani immigrati a corsi e al lavoro, assolti quattro imputati

Cuneo – Sono stati tutti assolti con formula piena i quattro amministratori delle cooperative Immacolata 1892, Casa dell’Immacolata e II Tulipano, che tra fine 2016 e metà 2018 gestirono l’accoglienza di tanti giovani immigrati, arrivati in Italia in seguito a un flusso migratorio tanto consistente da mandare in crisi l’organizzazione degli hot spot gestiti dal Ministero, con l’attivazione dei Centri di accoglienza straordinari (Cas) un po’ in tutta Italia. Ad E. A., G. M., G. B. e C. B. era stato contestato di aver percepito circa 300.000 euro di contributi non dovuti, per aver falsamente attestato la presenza dei migranti presso le strutture da loro gestite, mentre quelli si trovavano invece altrove. Ai quattro si contestava anche di aver fatto lavorare i migranti senza contratto, copertura assicurativa e senza il giusto compenso. Accuse che però sono state sconfessate sia con la produzione documentale fornita dalle difese, sia con le tante testimonianze escusse in aula. È stato quindi lo stesso pubblico ministero a chiedere, a conclusione della lunga istruttoria, l’assoluzione degli imputati da tutte le accuse.
Dalle testimonianze dell’aula di tribunale è infatti emerso che gli ospiti dei Centri si spostavano continuamente per frequentare corsi di formazione, cucina, informatica, lingua italiana, elicicoltura, manutenzione del verde, costruzione di muretti a secco. Erano assenti dalla struttura cui erano stati assegnati per svolgere quelle attività, caldeggiate dalle istituzioni per favorire una più veloce ed efficace integrazione ed evitare che tutti questi giovani andassero in giro a bighellonare creando disturbo alla quiete dei piccoli centri della provincia. Al di là dei corsi base di italiano, informatica e sicurezza, le quattro cooperative si erano quindi adoperate per offrire un’ampia gamma di offerta formativa ai richiedenti asilo in una situazione di estrema emergenza in cui molto spesso dopo la notifica alla Prefettura dell’attivazione di un corso si procedeva con lo svolgimento dello stesso,  facendo affidamento sulla tacita approvazione dell’amministrazione in assenza di un esplicito diniego. In nessun caso, questo è emerso dall’istruttoria, le cooperative avevano duplicato il foglio delle presenze dei migranti (presso il Cas e presso il luogo dove svolgevano i corsi), percependo così un indebito profitto ai danni dello Stato. In nessun caso avevano fatto lavorare i giovani richiedenti asilo senza copertura assicurativa e senza compenso; ai migranti veniva sempre fornito tutto il necessario per seguire i corsi di formazione, oltre a un pocket money come stabilito dall’accordo quadro. In molti casi ai giovani era stato proposto di svolgere lavori socialmente utili nei paesi dove era stato aperto il Centro di accoglienza, una collaborazione risultata positiva per tutti, come nei casi di Valdieri, Monterosso Grana, Bene Vagienna e Belvedere Langhe. Alla richiesta di assoluzione si sono associate le difese ribadendo la correttezza della condotta dei propri assistiti. Una richiesta accolta dal giudice che ha assolto per insussistenza del fatto.

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