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Lunedì 26 febbraio 2024

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Un cuoco a processo per truffa nell’acquisto di materiale

Coinvolto da chi aveva vinto l'appalto per la gestione di un bar ristoro a Moretta, poi sparì con i beni acquistati

La Guida - Un cuoco a processo per truffa nell’acquisto di materiale

Moretta – Si era aggiudicato ad aprile 2021 l’appalto comunale per la gestione di un bar ristoro a Moretta e aveva subito messo un annuncio on line per cercare un cuoco e un cameriere. A quell’annuncio per la posizione di cuoco rispose Z. G., attualmente imputato al tribunale di cuneo con l’accusa di truffa ai danni di un 40enne torinese. I due si incontrarono per parlare dell’organizzazione del bar e in quell’occasione Z. G. presentò il suo curriculum e referenze: “Mi fece una buona impressione, voleva vedere il locale e parlammo della gestione e di cosa bisognava comprare per allestire la cucina”, ha riferito in aula la parte offesa costituita parte civile in giudizio. A quell’incontro ne seguì a breve distanza di tempo un altro presso il Comune che, come ente appaltante, aveva il diritto di valutare il personale da reclutare. Poi ci furono gli incontri presso il locale dove intanto erano iniziati i lavori di ammodernamento: “Ordinò su Internet stoviglie e pentole – ha proseguito la parte offesa -, gli diedi in quell’occasione i primi soldi in contanti per altri acquisti, 850 euro”. A quel pagamento ne seguirono altri, per un totale di 1.860 euro, fra contanti e ricariche Postepay: “Una volta gli feci una ricarica perché stava andando a Milano a prendere un abbattitore di temperatura. L’ultima volta che gli ho dato dei soldi è stato a fine settembre perché i lavori non erano ancora finiti e lui si era reso disponibile a conservare il materiale acquistato presso un suo magazzino”. Dopo quella volta però il cuoco disse che non se la sentiva più di accettare l’offerta di lavoro e sparì: “Mi disse che era morto suo padre, ma avevo capito che voleva tirarsi indietro già da un po’ perché all’inizio era ansioso di iniziare e poi invece sembrava voler ritardare la cosa”, ha concluso il denunciante che in seguito cercò invano di contattarlo più volte per farsi restituire la merce acquistata, ma venne bloccato su tutti i contatti telefonici e via whatsapp. Dopo appena qualche settimana, alla ricerca on line di un nuovo cuoco, l’uomo si imbatté nell’annuncio con cui Z. G. si offriva come cuoco. Oltre ai soldi persi il gestore del bar dovette anche ulteriormente ritardare l’apertura del locale per cercare un altro cuoco. Dopo aver ascoltato la parte offesa il processo è stato rinviato al 26 giugno per il completamento dell’istruttoria con testimoni di accusa e difesa.

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