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Venerdì 12 luglio 2024

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Clima e acqua, l’agricoltura teme per le disponibilità irrigue

Dalle organizzazioni professionali agricole la richiesta di interventi immediati e strutturali per la realizzazione di invasi

La Guida - Clima e acqua, l’agricoltura teme per le disponibilità irrigue

Cuneo – Anche il mondo dell’agricoltura guarda con preoccupazione alla situazione del meteo e all’assenza di precipitazioni nell’area cuneese, dopo mesi di siccità e in vista di nuovi, gravi problemi per campi, frutteti e orti. E torna a chiedere con forza la realizzazione di invasi e interventi strutturali sul territorio per garantire acqua.
Questo inizio di inverno decisamente siccitoso e con temperature eccezionalmente miti sta mettendo in crisi le riserve d’acqua. La neve è attesa perché determinante per il recupero delle risorse idriche in quota, da fine 2021 ai minimi storici come pure le portate dei corsi d’acqua, e quindi per garantirne disponibilità anche alla produzione agricola in Granda (nell’ultimo anno è caduta meno della metà di acqua rispetto alla media).
La poca neve caduta finora si è già sciolta e quindi il potenziale idrico “stoccato” sotto forma di neve sulle nostre montagne è molto scarso; contemporaneamente, i livelli di falda e la portata dei corsi d’acqua si confermano eccezionalmente bassi.
Per questo, mentre le temperature miti fanno addirittura temere un “risveglio” vegetativo, si guarda con forte preoccupazione ai prossimi mesi per quanto riguarda la disponibilità di acqua irrigua.
“Se nel corso del 2022 gli agricoltori sono riusciti a sopperire nella maggior parte dei casi alla carenza d’acqua con le operazioni di irrigazione, pur a fronte di costi moltiplicati a causa dei rincari energetici, è ora grande la preoccupazione per la nuova annata agraria”, conferma Enrico Nada, presidente provinciale Coldiretti. La soluzione potrà venire se si mette mano con decisione alla realizzazione di bacini di accumulo, invasi per aumentare la raccolta di acqua piovana e per evitare che questa vada persa.
Le tre organizzazioni professionali agricole sono concordi nel richiedere questi interventi e nel sollecitarli, affinché si agisca rapidamente. Altrimenti il problema diventerà drammatico e la produzione agricola (già calata di oltre il 30% nel 2022 secondo Confagricoltura) sarà compromessa, anche nel cuneese.

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