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Giovedì 22 febbraio 2024

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Appello dei medici del Santa Croce per frenare il Covid

"Porre un freno all’espansione del virus nell’imminenza delle festività natalizie e del nuovo anno, che in quanto tali rischiano di scatenare durante i prevedibili assembramenti di questo periodo pericolosi focolai epidemici"

La Guida - Appello dei medici del Santa Croce per frenare il Covid

Terapia intensiva Covid

Egregio Direttore,

siamo un gruppo di medici e infermieri del Santa Croce e Carle di Cuneo. Scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione per l’attuale aumento dei casi di infezione da Coronavirus C-19 nella nostra zona. Anche nel nostro Ospedale stiamo infatti osservando un nuovo aumento di ricoveri per infezione da Coronavirus C-19, talora di gravità tale da rendere necessario il ricovero in  Rianimazione; ciò costringe di nuovo l’Ospedale a riorganizzarsi riducendo i posti-letto destinati alla cura di pazienti affetti da tutte le altre patologie, con importanti conseguenze cliniche, come emerso dalle statistiche fatte a livello nazionale. Infatti dai dati ISTAT risulta che in Italia da gennaio a settembre 2020 sono morti per COVID accertato 35.894 persone, ma l’eccesso di morti rispetto alla media degli anni precedenti riferita allo stesso periodo è stata di 47.509 casi. I decessi “aggiuntivi” sono stati messi in relazione con l’impossibilità di erogare cure adeguate perché gli ospedali erano occupati da pazienti COVID. Il dato relativo alla Lombardia, la regione più colpita dal COVID nella prima ondata, è ancora più eclatante: da gennaio a settembre 2020 i morti per COVID sono stati 16.955, ma l’eccesso di morti registrato rispetto allo storico è stato di 35.599 casi!

Le regole di igiene pubblica e di distanziamento, seppur molto pesanti da seguire, se rigorosamente applicate dai cittadini avrebbero potuto limitare il numero di contagi riscontrati quanto meno nella terza ondata: purtroppo non è stato così! Ma da 12 mesi ormai abbiamo vaccini sicuri (e gratuiti!) che potrebbero restituirci la possibilità di una vita sociale “quasi normale”. Mai nessun vaccino prima d’ora ha ricevuto tanti investimenti per la sua elaborazione. Mai nessun vaccino prima d’ora è stato così largamente distribuito e somministrato in un lasso di tempo così breve. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e tutte le Agenzie mondiali tengono costantemente sotto controllo gli effetti collaterali dei vaccini verso il Coronavirus-C19; ad oggi vengono segnalati non più di 40 casi di effetti collaterali ogni 100.000 dosi somministrate, la maggior parte dei quali di gravità molto modesta. In tutto il mondo, su miliardi di dosi somministrate, sono stati segnalati solo 16 casi di morte FORSE attribuibili al vaccino verso il Coronavirus-C19, cosa che lo accomuna ai vaccini già esistenti, da anni impiegati per prevenire altre gravi malattie infettive. 

Al di fuori del vaccino, attualmente per il Coronavirus C-19 non abbiamo molte concrete opzioni di cura. La maggior parte dei farmaci utilizzati nella prima ondata non vengono più usati o perché inefficaci o perché addirittura dannosi. Gli anticorpi monoclonali per sortire il loro effetto devono essere somministrati nei primissimi giorni dall’insorgenza dei sintomi (5-7 giorni), quando il virus non ha ancora provocato i danni respiratori, renali, cardiaci ed al sistema nervoso che causano i prolungati ricoveri in ospedale.  Non ultimi vanno considerati gli elevatissimi costi sociali associati al tentativo di curare i pazienti affetti da gravi forme di infezione da Coronavirus C-19, che oggi conducono in Rianimazione i soggetti non vaccinati con una probabilità oltre 11 volte maggiore rispetto ai soggetti vaccinati. Se si considera che muore quasi il 50% dei pazienti ricoverati in Rianimazione per COVID e con gravi lesioni organiche provocate dal virus stesso, che difficilmente un ricovero in Rianimazione per COVID dura meno di 2 settimane e che il costo di un giorno di ricovero in Rianimazione supera i 2000 euro, a fronte delle poche decine di euro di costo di un ciclo vaccinale completo, si ha la proporzione della elevata – e purtroppo spesso inutile – spesa che la collettività deve sostenere per ottenere risultati infinitamente più deludenti di quelli del vaccino. Una spesa tanto più assurda ed inaccettabile quanto più consideriamo i milioni di persone che questa pandemia ha ridotto nell’indigenza, sia nella nostra Italia, sia a livello mondiale, a partire dalla vicina Africa, da cui decine di migliaia di profughi tentano di fuggire, trovando spesso la morte nel Mediterraneo.

In sintesi, la prima ondata di infezione da COVID-19 non era evitabile; la seconda e la terza ondata sarebbero state meglio arginabili con una maggiore consapevolezza dei cittadini nel seguire le indicazioni date dal Ministero della Salute; la quarta ondata, grazie alla disponibilità dei vaccini, non sarebbe dovuta accadere.

Noi sanitari, che da quasi 2 anni curiamo pazienti infettati da Coronavirus C-19, conosciamo più da vicino di altri questa malattia, conosciamo la sua pericolosità, abbiamo visto con i nostri occhi morire molti pazienti, non necessariamente compromessi da altre malattie per prevederne la morte a breve, se non si fossero infettati con il COVID-19; sappiamo di avere oggi gli strumenti per evitare molte morti, ma non riusciamo a farlo capire ancora a troppe persone. La nostra coscienza non ci dà pace e ci pesa il fatto di non essere riusciti a spiegare in modo adeguato come limitare mediante la vaccinazione la diffusione di questa pandemia, che ha fatto oltre 4.000.000 di vittime in meno di 2 anni. Questa lettera è il nostro tentativo per porre un freno all’espansione del virus nell’imminenza delle festività natalizie e del nuovo anno, che in quanto tali rischiano di scatenare durante i prevedibili assembramenti di questo periodo pericolosi focolai epidemici. 

Dott. Alessandro Locatelli, Direttore del Dipartimento di Emergenza e Aree Critiche;
Dott.ssa Nicoletta Barzaghi, Direttore della S.S.D. Rianimazione;
Dott.sse Elena Migliore e Chiara Brignone, Medici della S.C. Medicina Interna;
Dott. Danilo Verra e Dott.ssa Federica Bruno, Medici della S.S.D. Rianimazione;
Inf. Anna Laurenti, Coordinatrice Infermieristica della S.C. Malattie Infettive e Tropicali

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