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Domenica 15 luglio 2018

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Lunedì 7 novembre inizia la campagna di vaccinazione contro l’influenza

La Guida - Lunedì 7 novembre inizia la campagna di vaccinazione contro l’influenza

Cuneo – Sul territorio dell’Asl Cn1 la campagna di vaccinazione antinfluenzale comincerà ufficialmente lunedì 7 novembre, spiega Domenico Montù, direttore del servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl Cn1. Quest’anno i vaccini saranno distribuiti ai medici di famiglia direttamente dalle farmacie, “per facilitare i medici che risiedono lontano da Cuneo e che prima dovevano venire qui all’Asl a ritirare le dosi necessarie”, spiega ancora Montù. L’influenza è una delle malattie più diffuse al mondo. Nella maggior parte dei casi i sintomi più comuni sono: febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, mal di testa e malessere generale. Nei casi non complicati i sintomi si risolvono spontaneamente entro una settimana. I casi gravi possono essere causati direttamente dai virus influenzali o da sovrainfezioni batteriche o virali che si verificano dopo che il virus influenzale ha procurato un danno immunitario a livello delle basse vie respiratorie. Il Centro europeo per il controllo delle malattie stima che ogni anno nell’Unione europea muoiano prematuramente circa 40.000 persone a causa dell’influenza. L’obiettivo della campagna di vaccinazione antinfluenzale è di raggiungere il 95% delle persone oltre 65 anni di età e le persone a rischio di ogni età: malati di diabete, malattie cardiovascolari, respiratorie e immunitarie. Nel frattempo si alza il grido di allarme da parte della direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della salute: in Italia ci sono circa 2.500 casi l’anno di morbillo, 1.000 di meningite e 100 di tetano. Conseguenza del progressivo calo delle vaccinazioni contro queste malattie: nel 2015 la media delle vaccinazioni dei bambini contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenzae di tipo B (che causa la meningite), la cosiddetta vaccinazione esavalente, è stata del 93,4%, contro il 94,7% del 2014, il 95,7% del 2013 e il 96,1% del 2012. Particolarmente preoccupanti, secondo il ministero, sono i dati riguardo morbillo e rosolia, che dal 2013 al 2015 sono passati dal 90,4% all’85,3%. Si è quindi scesi sotto la quota del 95%, necessaria per proteggere dalle malattie anche coloro che non sono vaccinati. E la situazione a Cuneo? “Rispetto alla media nazionale siamo ancora sopra il 95% – risponde il dott. Montù -. In Piemonte e in provincia di Cuneo l’organizzazione del servizio vaccinale è molto buona e pone particolare attenzione all’informazione, all’attuazione e alla sollecitazione delle vaccinazioni. Registriamo comunque anche noi un declino, per ora molto lento. Il problema emerge soprattutto nei genitori giovani, che non hanno mai visto certe malattie, come la poliomielite e il morbillo, che credono definitivamente scomparse e che quindi il vaccino sia inutile. Tendono quindi a far vaccinare i figli più tardi, solo a farne qualcuna o non farne per niente. Si stanno poi diffondendo le culture naturalistiche, con la convinzione che una vita semplice e “naturale” dia resistenza alle malattie. Invece, se non ci si vaccina, certe malattie si ripresentano, come sta avvenendo, con conseguenze anche molto gravi. I vaccini sono sicuri: io in tanti anni non ho mai visto una complicazione seria”.E poi un’ultima considerazione: “Alcuni bambini non possono essere vaccinati, perché soffrono di gravi problemi di salute, come i tumori, e sono protetti da certe malattie solo se gli altri bambini sono vaccinati. Se contraggono il morbillo o la rosolia, per esempio, potrebbero morire”.

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