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Venerdì 19 ottobre 2018

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Cuneo, record di vouchers in provincia

La Guida - Cuneo, record di vouchers in provincia

Cuneo davanti a tutti in Piemonte: 1 milione 680 mila 943 è il numero enorme di vouchers utilizzati nella nostra Provincia nel corso del 2015. Un dato molto alto se lo si paragona ad altre province piemontesi, ad esempio Alessandria dove ne sono stati venduti circa la metà, 696.021. L’impiego riguarda tutte le tipologie di impresa, particolarmente nell’ industria e nell’ edilizia, con un ulteriore picco di utilizzazione nel terziario, turismo e commercio, mentre si riduce sensibilmente in agricoltura (8%) e nei lavori domestici (4%). A dare i dati è la Cgil provinciale. Se da una parte è il segno di un’economia che è un po’ in ripresa dall’altro è la testimonianza di un mondo del lavoro che cambia. E la Cgil dice: “Un dato che porta inevitabilmente alla conclusione che una parte di lavoratori, soprattutto i più precari, sia passato da una situazione regolare con diritti previdenziali, assistenziali e contrattuali, ad una di precariato estremo.I vouchers sono impiegati non come presupposto per il lavoro occasionale, ma come sistema consolidato in cui qualunque lavoro può diventare occasionale, utilizzati come trasformazione di lavoro strutturato in lavoro ultra precario, estremo e povero, a svantaggio ulteriore dei soggetti più deboli nel mercato del lavoro,  usati come concorrenti al lavoro subordinato ( il dato bassissimo sulla retribuzione media crea il sospetto che coprano molto lavoro nero ).  I vouchers da 10 euro, infine,  drogano i dati dell’occupazione perché, come previsto dalle convenzioni internazionali, chi ha lavorato un’ora in una settimana è da considerarsi fuori dalla fila dei disoccupati. Così come utilizzato, inoltre l’istituto del voucher colpisce pesantemente anche il sistema previdenziale  mettendo  in pericolo  le pensioni di oggi". Ogni vouchers costa al lavoratore 10 euro, e una parte di quei 10 euro, la quota di 2,50 euro, viene divisa tra previdenza e assicurazione per garantire minime coperture, l’altra è la paga reale incassata dai lavoratori."La Cgil nella sua Carta dei Diritti universali del Lavoro, il nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, ne propone il superamento con una nuova tipologia di lavoro occasionale, che risponda alle esigenze temporanee e limitate attraversonorme antielusive e il riconoscimento dei diritti fondamentali per tutti i lavoratori.Per uscire dalla crisi la strada maestra che noi indichiamo è quella del ritorno ai diritti, aumentando gli investimenti in capitale umano e restituendo dignità al lavoro e a tutti i lavorati".

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