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Sabato 22 settembre 2018

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Boves, due martiri e un esempio di riconciliazione con la storia

La Guida - Boves, due martiri e un esempio di riconciliazione con la storia

Boves – Al sacrificio dei due sacerdoti martiri don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo, trucidati con l’imprenditore Antonio Vassallo il 19 settembre 1943 durante l’eccidio nazista, è dedicata al Meeting per l’Amicizia tra i popoli di Rimini (pad. A5) una mostra dal titolo “Martiri per una nuova città”, curata dall’associazione “Don Bernardi e don Ghibaudo” di Boves. Dal 19 al 25 agosto sarà quindi possibile visitare l’esposizione e incontrare i curatori della mostra, a cominciare dal parroco di Boves, don Bruno Mondino, con i tanti volontari che si alterneranno nell’illustrazione dei 24 pannelli dedicati alla vita e al martirio dei due sacerdoti e al successivo cammino di riconciliazione. Nell’ambito della mostra, lunedì 22 agosto sarà anche presentato a Rimini il volume “Martiri per amore. L’eccidio nazista di Boves” di Chiara Genisio (Edizioni Paoline) che illustra le vicende storiche, ma soprattutto la testimonianza di don Bernardi e don Ghibaudo per i quali la Chiesa ha in corso la causa di beatificazione. “Il nostro cammino di riconciliazione – dicono gli amici dell’associazione – è cominciato quel giorno stesso, il 19 settembre 1943, con il gesto di don Bernardi che, già ostaggio del comando tedesco, va a pregare e benedire la salma del soldato germanico Willy Steinmetz ucciso nello scontro di mezzogiorno. È questa la prima pietra del cammino su cui oggi ci troviamo. Una pietra che poggia sicura sulla roccia del perdono di Dio: don Bernardi e don Ghibaudo muoiono benedicendo e assolvendo. È il loro modo, il modo di due pastori che con la loro vita e la loro morte gridano al mondo che la fede, l’amore a Dio è più forte della morte”. Sul loro esempio giorno dopo giorno, negli ultimi settant’anni, la comunità di Boves ha lavorato per creare ponti di pace perché il 19 settembre 1943 è come se fosse nata una seconda volta. La fondazione di una Scuola di pace nel 1983, gli scambi e la reciproca conoscenza con altre città martiri, fino al recente e straordinario incontro con la comunità tedesca di Schondorf, dove è sepolto il comandante dell’eccidio Joachim Peiper. Sono i segnali di un cammino di riconciliazione che parte da Boves e si diffonde lanciando un messaggio universale: lavorare per la pace è possibile.L’intento della mostra e del volume non è, quindi, soltanto quello di far conoscere un pezzo di storia locale, ma soprattutto – in un momento come quello attuale, in cui tante località di diversi continenti sono provate da una violenza cieca e crudele – quello di portare la luce e la vita nuova che nascono dal perdono. Per tante nuove città.

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