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Sabato 17 novembre 2018

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Bankitalia con Etruria & co non potè agire preventivamente perché con Bene Banca si?

La Guida - Bankitalia con Etruria & co non potè agire preventivamente perché con Bene Banca si?

Bene Vagienna – “Purtroppo in Italia se un povero cittadino non arriva a compiere il gesto estremo non riesce ad ottenere la dovuta attenzione dalle Istituzioni” così scrive Francesco Bedino, ex presidente di Bene Banca nella lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Governo. “Vittima del sistema” – prosegue Bedino – di un sistema che fa acqua da tutte le parti, nonostante le Autorità professino l’esatto contrario quotidianamente. Per questo motivo ho deciso di compiere quanto prima un gesto estremo davanti alla sede di Bankitalia. Non è tollerabile per un cittadino onesto dover subire da tre anni ormai, questi soprusi senza che gli sia garantito il diritto di difesa, allora la giustizia non è uguale per tutti”. L’ex esponente della governance insieme agli ex consiglieri lotta in tutte le sedi per far emergere la verità su tale commissariamento che ritiene “illegittimo”. L’istituto nell’aprile 2013, pur godendo di ottima salute come testimoniano i dati in bilancio, con una redditività complessiva positiva e un patrimonio in crescita, viene commissariato in via preventiva. “La banca era perfettamente in grado di proseguire la propria attività – si prosegue nella missiva – quindi è stata un’azione troppo tempestiva. Nel caso delle quattro banche Marche, Etruria, CariFerrara e Cari Chieti, Palazzo Koch è avvenuto il contrario ma in tale occasione ci si giustifica dichiarando “un’azione troppo tempestiva potrebbe indurre al commissariamento un istituto ancora in grado di proseguire la propria attività. Se venisse fatto si opererebbe al di fuori dei poteri previsti dall’ordinamento presupposti previsti dall’Testo Unico Bancario”. A questo punto Bedino fa rilevare: “Allora se non si può commissariare in via preventiva, perché nel caso di Bene Banca è stato utilizzato questo modus operandi? La banca è stata immediatamente commissariata in seguito alla prima ispezione senza che venisse nemmeno inviata la cosiddetta “lettera d’intervento” al consiglio di amministrazione per richiedere la rimozione degli esponenti aziendali o interventi di contenimento del rischio”. “Il rapporto ispettivo – denuncia l’imprenditore fossanese – è stato notificato agli amministratori quasi un mese dopo l’insediamento del commissario avvenuto il giorno precedente all’assemblea ordinaria della banca chiamata al rinnovo delle cariche sociali. Perché quindi il protocollo procedurale non è stato avviato nel caso di Bene Banca? Ma non basta, il percorso contornato da conflitti d’interesse da parte del commissario Giambattista Duso al quale si aggiunge il trasferimento di una grossa parte di liquidità da Bene Banca su un conto della Popolare di Vicenza fa già discutere ma a tutto questo, si affiancano i numeri di protocollo non corrispondenti all’ordine con il quale gli atti avrebbero dovuto essere emanati”. “Queste anomalie procedurali sono state oggetto di denuncia per falso ideologico e falso materiale ma – sottolinea ancora Bedino – è stata archiviata da parte del pubblico ministero il giorno stesso della ricezione, senza l’avvio di minima indagine. Perché non si vuole ascoltare? Il caso Bene Banca, può essere definito come un macroscopico esempio di giustizia negata mostrante nel concreto tutte le contraddizioni del sistema Bankitalia che annichilisce i soggetti più deboli non curandosi di rispettare le procedure e invece dove vi sono interessi forti da tutelare si mostra conciliante e non interviene se non quando è troppo tardi. Un atteggiamento molto italiano pagato a caro prezzo dai risparmiatori a cui Bankitalia è chiamata a tutelare”.

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