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Martedì 25 settembre 2018

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Il messaggio del vescovo di Cuneo per la Quaresima

invita a far spazio al Signore risorto, Signore della nostra storia, Signore della nostra vita. La seconda lettura del giorno delle Ceneri si apre con un invito: “Vi supplichiamo, lasciatevi riconciliare con Dio!”. È Dio che viene a cercare proprio noi; così è stato nella storia del popolo d’Israele, così si ripete con noi. Siamo oggetto di particolare attenzione da parte del Signore. Quest’anno, stimolati dal Giubileo della Misericordia, a maggior ragione, sentiamo su di noi l’invito a spalancare il nostro cuore alla grazia di Dio.Chi ci cerca è proprio Lui  “Lento all’ira e grande nell’amore”. La Misericordia è innanzitutto questo dono di Dio che ci vuole bene. Quante volte, in situazioni e contesti diversi, Lui è venuto a cercarci, a chiamarci, a parlarci. Dio continua, e non si stanca mai, di venirci incontro. Come in passato ha condotto per mano il popolo d’Israele con tanta pazienza, così il Signore Gesù ci avvolge del suo infinito amore. Tocca a noi accorgerci che siamo abbracciati da Lui. Nel tempo quaresimale siamo invitati ad un maggior ascolto della Parola. Essa è luce per il nostro cammino, è il termine di confronto onde verificare le nostre azioni, è lampada per i nostri passi. Al fine di penetrare nella nostra vita, mettiamo in opera alcune disposizioni: la preghiera, la penitenza e la carità. La preghiera È innanzitutto ascolto integrale di quanto il Signore vuole dirci. È ringraziamento e lode a Dio per la sua presenza viva. È richiesta che mette nelle sue mani le ansie, gli interrogativi, le preoccupazioni, le speranze e le nostre attese. È domanda di perdono per le miserie che ci affliggono, per i nostri errori, per le nostre presunzioni, per l’orgoglio che si annida nel nostro modo di porci. È affidamento totale a Dio, senza ma e senza se. È partecipazione attiva ai vari momenti liturgici proposti nelle nostre parrocchie. La Penitenza Diamo un valore positivo a questo atteggiamento. I segni esterni vanno armonizzati con lo stile di vita. Oggi abbiamo bisogno di maggiore essenzialità. L’attenzione allo spreco non va solo motivato dal fatto che siamo in tempi di ristrettezze. È uno stile che deve caratterizzare sempre la nostra risposta a Dio. A volte è opportuno dare qualche taglio al tempo perso, alla fretta dei nostri rapporti interpersonali, a svaghi inutili, alle troppe parole vuote, agli spettacoli televisivi vuoti e poveri di contenuti, al cibo abbondante sulle nostre tavole, alle mormorazioni contro le persone che condividono gli spazi delle nostre case e gli ambienti lavorativi, ai giudizi non richiesti, al disinteresse e all’indifferenza generalizzata. La Carità Non va mai confusa con l’elemosina. Parlare di Carità vuol dire parlare d’amore. Spesso viene ridotta a gesti di generosità o semplici elargizioni di denaro che hanno il solo scopo di tacitare le nostre coscienze. In questo Anno Santo della Misericordia il Papa ci suggerisce di meditare sulle opere di Misericordia. In particolare ci chiede di non dimenticare le ‘Opere di Misericordia spirituali’. Siamo tutti protagonisti e destinatari. Infatti tutti viviamo nel dubbio e nell’ignoranza; siamo tutti peccatori; affliggiamo e siamo afflitti; offendiamo e veniamo offesi; molestiamo e siamo molestati; abbiamo bisogno della preghiera degli altri e siamo chiamati a pregare per gli altri. 1. Consigliare i dubbiosiÈ molto difficile da vivere perchè siamo inseriti in una società che pare privilegi il dubbio, cioè lo stato di incertezza e di indecisione, il provvisorio. Chi vive nel dubbio sperimenta debolezza, insicurezza e sofferenza interiore. È vera carità farsi compagni di viaggio dedicando tempo all’ascolto e vivere così un serio confronto. La fede non è una certezza logica, ma è relazione personale che deve continuamente crescere. “La fede è fatta di interrogativi e di lotta, prima di diventare principio di certezza e di pace” (T. Merton). 2. Insegnare agli ignorantiRiguarda tutti noi perché siamo ignoranti di fronte a Dio e, in un qualche modo, anche di fronte al mistero della vita. Occorre essere vicini, gli uni gli altri, senza fare tante parole di rito, ma testimoniando e accompagnando chi è accanto a noi affinché passi dal buio alla luce, dalla miseria alla misericordia. Dobbiamo dare ragione alla speranza che è in noi per aprire la mente e il cuore all’incontro col Signore. 3. Ammonire i peccatori Sant’Ambrogio diceva: “Ogni volta che si tratta del peccato di uno che è caduto, concedimi di provare compassione e di non rimproverarlo altezzosamente, ma di gemere e piangere, così che mentre piango su un altro, io piango con me stesso”. Mettiamo da parte ogni forma di zizzania della mormorazione ecclesiale, l’individualismo, l’omertà. L’ammonimento va fatto in clima di fraternità. Tutti siamo peccatori e spesso stentiamo a convertirci e a lasciarci riprendere. 4. Consolare gli afflitti Si tratta di farsi prossimo di chi è nella desolazione, nella solitudine, nella disperazione. È mettersi in ascolto, senza giudicare, di chi ha subito profonde ferite. È portare un peso insieme. “Dio, Padre di ogni consolazione, ci consola in ogni tribolazione perchè possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio” (cfr 2Cor 1,1-7). 5. Perdonare le offese Ricordiamoci del perdono del Signore sulla croce. Lo diciamo spesso nel ‘Padre nostro’: “Perdona a noi i nostri debiti, come noi perdoniamo ai nostri debitori”. Il perdono è il cuore del vangelo. Se non perdono, non sono cristiano. Il perdono rimette in marcia sia chi subisce e sia chi infierisce. 6. Sopportare pazientemente le persone moleste “La carità è paziente, è benigna …”. La pazienza è vera carità. La pazienza è vivere l’esistenza con responsabilità, è superare la tentazione di conoscere l’altro a memoria, è fedeltà e rispetto di ogni persona, è eliminare la fretta. Ci insegna a “sopportare” innanzitutto noi stessi. 7. Pregare Dio per i vivi e per i morti Vuol dire lo stare innanzi al Signore a favore di qualcun altro. È ancora Gesù che sulla croce ci insegna a perdonare e pregare per gli altri. Queste “Opere di Misericordia spirituale” ci indicano lo stile della nostra Quaresima. Vanno correlate con dei gesti concreti di solidarietà a breve raggio (penso alle persone con cui viviamo ed incontriamo) e ad ampio raggio (ecco i Progetti per la Quaresima di Fraternità 2016 dal Titolo “Crescere in profondità e in unità”). Stile di vita, concretezza della Carità e cammino ecclesiale e liturgico. In questo tempo proviamo a vivere in profondità e calma il Sacramento del Perdono, confrontandoci con la Parola di Dio, nell’analisi sulla nostra coerenza e, soprattutto, sentendoci abbracciati dall’Amore di Dio Misericordioso. Messa Crismale il mercoledì sera 23 marzo Mi permetto di segnalare che il Mercoledì Santo, 23 marzo, alle 20.30, nella cattedrale di Cuneo, vi sarà la Messa Crismale. È la celebrazione nella quale rendiamo grazie a Dio per il sacerdozio ministeriale. I sacerdoti, di entrambe le diocesi di Fossano e di Cuneo, rinnoveranno i loro impegni e verranno benedetti l’olio dei catecumeni e degli infermi. Verrà anche consacrato il Crisma che servirà per il sacramento della Confermazione. Questa celebrazione, in passato era collocata nella mattinata del Giovedì Santo; insieme ai vicari zonali, abbiamo voluto anticiparla in orario serale affinché vi sia la possibilità concreta della partecipazione di tutti, anche di chi lavora. Sarebbe bello se fossero presenti anche i ragazzi che si stanno preparando alla Cresima. Soprattutto è una celebrazione in cui siamo tutti invitati a pregare in particolare per i nostri sacerdoti, per la loro fedeltà, e chiedere a Dio che ci faccia il dono di vocazioni di speciale consacrazione.Auguro a tutti un buon cammino quaresimale. Piero DelboscoVescovo di Cuneo e Fossano

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