Gli evocativi spazi della Chiesa di Santa Maria del Monastero ospitano, dal 28 agosto al 27 settembre, la mostra “Symbolum” di Franco Giletta che propone una riflessione sulla figura umana e sul volto (inaugurazione il 28 agosto alle 18). Il titolo richiama la radice etimologica del ricucire e del mettere insieme, creando un ponte tra la realtà visibile e la dimensione dell’invisibile.
“Nell’antica Grecia, quando due alleati, due famiglie o due amanti dovevano separarsi, spezzavano a metà un oggetto di terracotta, un anello o una medaglia. Ognuno ne conservava una parte. Al momento del ritorno, riaccostare quei due margini irregolari e vederli combaciare perfettamente era la prova del legame indistruttibile. Il simbolo non è, dunque, una semplice decorazione o una metafora intellettuale. È un atto di ricongiungimento. È la metà visibile che richiama a sé una metà invisibile - spiega Giletta -. L’esposizione invita a compiere questo antico rito di ricongiungimento attraverso il silenzioso magnetismo del volto. In un luogo carico di memoria e spiritualità, le opere si trasmutano in una soglia allegorica, in grado di evocare realtà spirituali, inquietudini e stati d’animo che sfuggono alla pura rappresentazione oggettiva. I volti, spogliati da ogni intento meramente ritrattistico o descrittivo, non appartengono a un tempo o a uno spazio, semmai riaffiorano da un’iconografia della memoria e dell’inconscio. Gli sguardi sono sospesi, assorti, carichi di un silenzio misterioso che interpella direttamente chi osserva. L’incontro tra le opere e le pareti dell’edificio, sede di un antico priorato, crea un cortocircuito temporale in cui le raffigurazioni non cercano di spiegare, ma di suggerire, non impongono una certezza, ma aprono a una contemplazione intima. La mostra diviene un invito ad accostarsi ai dipinti con lo sguardo del viandante antico, per superare la visione della superficie apparente delle cose, leggendo i dettagli, cercando una connessione con quella vibrazione che consenta che la metà visibile delle opere possa svelare il segreto della stessa metà invisibile di chi le osserva”.
L’evento, parte della rassegna “Omg - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”, sarà visitabile fino al 27 settembre il sabato e la domenica dalle 14,30 alle 18,30 con ingresso libero.