Corso Giolitti: il commercio come leva della rigenerazione urbana
Le proposte dell'Associazione Nuovo Corso Giolitti per una nuova pianificazione del settore
redazione 18 luglio 2026
"La rigenerazione di un quartiere passa anche attraverso un commercio di qualità, capace di attrarre persone, creare servizi e rendere viva la strada durante tutto l'arco della giornata". Parte da questo assunto la riflessione di Antonio Moschella che, in qualità di presidente dell'Associazione Nuovo Corso Giolitti, elabora alcune proposte sul futuro di una delle vie più importanti di Cuneo.
Il documento, che riceviamo e pubblichiamo qui sotto - "nasce - spiega Moschella - dalla vita quotidiana nel Corso, dall’ascolto di residenti e operatori economici e dall’osservazione delle trasformazioni che hanno interessato l’area negli ultimi anni. Non intende limitarsi alla denuncia delle attuali criticità, ma offrire un contributo propositivo che, partendo dalla realtà presente e dai suoi più recenti sviluppi, si proietti verso il futuro".
"Le recenti modifiche al Regolamento di Polizia Urbana possono rappresentare un'importante occasione per ripensare il futuro di Corso Giolitti. Ora manca una revisione del Regolamento del Commercio, cioè un piano che eviti il sovraffollamento di esercizi commerciali della stessa tipologia in una sola via o Corso e li distribuisca dove è necessario sul territorio. La rigenerazione di un quartiere passa anche attraverso un commercio di qualità, capace di attrarre persone, creare servizi e rendere viva la strada durante tutto l'arco della giornata.
Oggi, in alcuni tratti di Corso Giolitti, si osserva una forte concentrazione di poche tipologie di esercizi, in particolare rivendite di frutta e verdura, minimarket e barbieri, mentre risultano quasi assenti altre attività di vicinato che caratterizzano normalmente un quartiere: librerie, artigianato, prodotti per la casa, piccola ristorazione, servizi alla persona, negozi specializzati. Il risultato è un'offerta meno varia e una minore attrattività per residenti e visitatori.
La pianificazione commerciale non deve limitare la libertà d'impresa, ma orientarla verso un equilibrio che favorisca la pluralità dell'offerta, una concorrenza sostenibile e condizioni che consentano agli esercizi di operare con regole e orari omogenei, evitando che la competizione si giochi esclusivamente sull'estensione degli orari o sulla moltiplicazione di attività identiche.
Una strategia di questo tipo ha anche un altro obiettivo: rendere il tessuto commerciale più trasparente e resiliente. Un mercato ordinato, diversificato e sottoposto a regole chiare è infatti meno esposto al rischio che interessi economici estranei alla fisiologica concorrenza possano indirizzare gli investimenti, approfittando della vulnerabilità di chi, pur di ottenere un lavoro, è disposto ad accettare condizioni che ne limitano la libertà contrattuale.
Molti Comuni italiani stanno riscoprendo il valore della programmazione commerciale come strumento di politica urbana. Non per sostituirsi al mercato, ma per garantire che la libertà economica produca benefici anche per la collettività. Corso Giolitti potrebbe diventare un laboratorio di questa visione: un luogo in cui la regolazione non soffochi l'iniziativa privata, ma favorisca un commercio più equilibrato, più attrattivo e pienamente inserito in un progetto di rigenerazione urbana".
I volontari dell'Associazione Nuovo Corso Giolitti hanno anche creato l'immagine di copertina, "che evoca - spiegano gli autori - ciò che corso Giolitti potrebbe diventare: un asse urbano più verde, accogliente e gioioso, caratterizzato da una vivace e diversificata presenza commerciale. La foto è quindi la visualizzazione di una prospettiva possibile, da costruire attraverso una strategia condivisa tra istituzioni, commercianti, proprietari, residenti e associazioni".
