I missionari salesiani dalle province piemontesi in tutto il mondo
Missioni Don Bosco è presente imn 137 Paesi raggiunti, l’ultimo sono le Isole Vanuatu in Oceania lo scorso anno
Redazione 17 luglio 2026
Viaggiano per il mondo centinaia, anzi migliaia di personaggi che partecipano a summit, pianificano azioni, deliberano investimenti con una frequenza che è pari a quella dei Capi di Stato che riempiono quotidianamente i nostri telegiornali con strette di mano e facce di circostanza.
Sono personaggi sconosciuti all’opinione pubblica, ma conosciuti e apprezzatissimi dalla gente che conosce la finalità e la modalità della loro azione. Gente che, in Italia, è costituita da numeri elevati.
Si tratta di influencer che non usano i social per divulgare la propria immagine, ma che attraverso i media e l’opera di altri riescono a raccogliere quantità di denaro destinate alle loro imprese
A differenza dei Capi di Stato che sembrano impegnati a conservare in piena attività la “guerra mondiale a pezzi”, per assicurare un presente e un futuro di redditività all’industria bellica, questi personaggi operano per quella che possiamo definire invece la costruzione della “pace mondiale a pezzi”.
Si tratta dei missionari, figure che nell’immaginario collettivo resistono con mitiche barbe bianche e corpi plasmati dai mille pericoli ambientali e culturali ai quali vanno incontro. Si incontravano raramente quei vecchi missionari, quando portavano dai Paesi lontani testimonianze orali unite a qualche oggetto che rivelava la natura di popolazioni sconosciute.
La realtà dei missionari di oggi invece è fatta di uomini e donne che si imbarcano su un aereo, vanno a conoscere territori per loro assolutamente nuovi, e si dispongono a trascorre un tempo di durata imprevedibile fra famiglie, giovani e ragazzi, dei quali imparano velocemente la lingua e la mentalità. Sono persone che hanno percorso una formazione religiosa nelle loro congregazioni e che hanno sentito maturare dentro di sé una chiamata a donare il loro tempo in aree dove il confort di casa è lontano ed è difficile ricostruirlo sotto nuove latitudini.
Succede così ai missionari salesiani, che anche da queste nostre province piemontesi vanno ancora a popolare il flusso di presenze in tutto il mondo (137 Paesi raggiunti, l’ultimo sono le Isole Vanuatu in Oceania lo scorso anno) allo scopo di offrire ai giovani le opportunità per formarsi e per accedere al lavoro, così come fece Don Bosco nel Piemonte di due secoli fa. Risiedono nei villaggi o nelle periferie, ma frequentemente tornano in patria per coordinarsi con i confratelli e per incontrare i benefattori. La relazione con chi dona risorse in denaro per la realizzazione delle scuole, dei centri giovanili, delle case di accoglienza di minori e donne a rischio, è diventata sempre più necessaria sia per mostrare i risultati sia per trasmettere entusiasmo e fiducia in un corpo sociale, il nostro, che appare come deluso e sospettoso.
C’è un “ponte” che quotidianamente contribuisce a tenere vivo questo legame missionari/benefattori: è la storica Procura missionaria di Valdocco che oggi veste i panni di Ente del Terzo Settore per corrispondere alle normative attuali, e che si chiama Missioni Don Bosco. Sito Web, social media, lettere, pubblicazioni tengono viva l’attenzione verso più di 150 progetti all’anno. L’Ente dà voce in Italia ai protagonisti di un’azione che è di annuncio evangelico e contestualmente di promozione dei diritti umani fondamentali: all’alimentazione, alla casa, all’istruzione, alla salute. Centinaia di migliaia sono gli Italiani che sostengono con le loro offerte un volume di raccolta che è arrivato a 5 milioni nell’anno 2025 , tutti documentati anche attraverso il bilancio dei progetti ((v. https://www.missionidonbosco.org/wp-content/uploads/2026/07/Bilancio_Progetti_2025.pdf),
A questi si aggiungono tutti coloro che con la dichiarazione annuale dei redditi, firmano per destinare il 5x1000 a Missioni Don Bosco ETS ricordando il codice fiscale 97792970010.
