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17 luglio 2026

cronaca

Pacchetto di droga sotto il sedile dell’auto

30 marzo 2026

Cuneo

Era stato denunciato in seguito al ritrovamento sotto il sedile della sua auto di un pacchetto contenente della droga. I carabinieri avevano ricevuto una segnalazione su un possibile spaccio in piazza Dompè dove la sera del 16 ottobre trovarono la station wagon di M.A. titolare di un negozio compro oro. La pattuglia con quattro carabinieri a bordo aveva visto arrivare la station wagon con targa bulgara segnalata dalla fonte confidenziale “quando si avvicinò una giovane con una felpa con cappuccio tirato su, l’uomo scese e fece per prendere qualcosa da sotto il sedile e siamo intervenuti” ha riferito in aula uno dei carabinieri che eseguì il fermo dell’uomo. La donna riuscì a fuggire e i militari trovarono sull’auto il pacchetto con la sostanza stupefacente e un coltello. L’imputato non aveva contestato quel possesso temporaneo della droga, sostenendo però che non gli apparteneva ma che era di quella ragazza che era riuscita a scappare. Tre giorni prima l’imputato insieme alla donna marocchina e ad un altro uomo di origine albanese erano stati controllati dai carabinieri di Bra e in quell’occasione sull’auto dell’imputato erano stati trovati due bilancini elettronici, ricetrasmittenti, e uno smartphone avvolto nella carta stagnola intestato all’imputato. I tre vennero portati in caserma per dei controlli di polizia e sarebbe stato dopo quel controllo, secondo la versione dell’imputato, che la donna avrebbe piazzato la droga sull’auto di M.A. per una sorta di vendetta ma che lui l’avrebbe trovata solo la mattina del 16 ottobre e che avrebbe dovuto ridargliela proprio la sera in cui venne fermato. Una ricostruzione dei fatti che non aveva convinto il pubblico ministero Luigi Dentis il quale aveva sottolineato come fosse impossible che durante quel controllo del 13 ottobre fosse sfuggito ai carabinieri quel voluminoso pacchetto contenente la sostanza stupefacente. A carico dell’imputato aveva pesato inoltre il fatto che oltre alla donna che la sera del 16 ottobre era riuscita a fuggire, i carabinieri qualche ora dopo l’arresto di M.A. avevano fermato a poca distanza dalla piazza anche l’altro amico. Alla richiesta di condanna a 9 mesi e 2500 euro di multa avanzata dal pubblico ministero aveva risposto l’avvocato Ferrua Magliani ribadendo la veridicità della versione del proprio assistito e chiedendo l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Una richiesta respinta dal giudice che ha condannato l’imputato, considerando la modica quantità di sostanza rinvenuta, ad 1 anno e 4 mesi di reclusione e 2000 euro di multa.

Fossano Droga

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