La guerra in Ucraina vista da vicino: il racconto di chi sa che “finirà malissimo”
21 marzo 2026
Cuneo
È difficile tenere alta l’attenzione su un conflitto, quello tra Russia e Ucraina, per così tanto tempo (più di quattro anni), viste anche le altre guerre che nel frattempo hanno assunto peso a livello globale. Ci hanno provato ieri sera, venerdì 20 marzo, la giornalista de La Stampa Monica Perosino e l’insegnante e scrittrice saviglianese Maria Gabriella Asparaggio in un dibattito svoltosi nel salone de La Guida.
Perosino, inviata di guerra, ha illustrato come i conflitti di oggi sono connessi tra loro e ha raccontato la sua esperienza in Ucraina nei giorni in cui è scoppiato il conflitto: “Il capo redattore, poco prima che scoppiasse il conflitto, mi mandò più volte in Ucraina - commenta la giornalista -; durante una delle ultime trasferte che sarebbe durata pochi giorni, mi sono trovata nella storia. Il viaggio di una settimana è durato, per me, un mese. È scoppiato il conflitto e 40milioni di ucraini, in sei ore, si sono trasformati in 40milioni di soldati in guerra”. Perosino è stata anche diretta nell’utilizzare il termine genocidio: “Per altri conflitti la parola genocidio va bene, ma per l’Ucraina, che presenta tutti i fattori, non viene quasi mai utilizzata. Con i miei occhi ho visto interi territori rasi al suolo. È stato difficile persino fotografare questi paesaggi con il nulla attorno. Il popolo ucraino pensa che se i russi amassero quelle regioni ucraine, non le raderebbero al suolo come stanno facendo”.
Per certi versi simile l’esperienza dell’insegnante Maria Gabriella Asparaggio che ha viaggiato moltissimo nell’Est, specialmente in moto. Si è trovata in Ucraina nelle vacanze di Natale per accompagnare una sua amica e ha raccontato ciò che ha visto nei diversi paesi, tra cui Lviv (l’intervista integrale si può trovare sul numero de La Guida del 19 marzo, a pagina 38): “Ho notato come i cimiteri siano ormai pieni di morti e non c’è più spazio per nuove bare e alcune di queste hanno la bandiera europea - racconta Asparaggio -, in un giorno ho contato sette funerali. Ho visto come il popolo ucraino è solidale per i connazionali al fronte: sotto una chiesa ho incontrato delle donne che, periodicamente, costruiscono delle reti anti drone da mandare al fronte”. Fronte che, per ovvi motivi, ha bisogno sempre più di uomini per combattere: “Non reclutano i giovanissimi perché il Paese deve andare avanti - continua l’insegnante -, mi è stato raccontato da un signore conosciuto sul posto che l’esercito è entrato nella fabbrica in cui lavorava per reclutarlo e mandarlo in guerra”.
Alla domanda conclusiva dell’incontro da parte del direttore de La Guida, Massimiliano Cavallo, su come finirà il conflitto, Perosino ha risposto: “Finirà malissimo. E durerà ancora per molto tempo”.