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Lunedì 22 luglio 2024

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Il monastero delle monache di Rifreddo e la chiesa di Santa Maria della Stella

L’edificio fu fondato nel 1219 ed è arrivato ai giorni nostri lungo alterne vicende, tra Controriforma e Rivoluzione francese, ora è centro polifunzionale

La Guida - Il monastero delle monache di Rifreddo e la chiesa di Santa Maria della Stella

Secondo la relazione storica dell’arch. Giuliana Mussetto, il monastero femminile di Santa Maria di Rifreddo, che dal XVI secolo venne trasferito a Saluzzo e prese poi il nome di Santa Maria della Stella fu fondato nel 1219 a Rifreddo da Agnese, figlia di Manfredo II marchese di Saluzzo. Alla fine del XVI sec., in piena Controriforma, l’abbazia di Rifreddo fu chiusa in ossequio alle regole del Concilio di Trento, ispirate al criterio di spostare le istituzioni conventuali femminili in città, sotto il controllo diretto dei vescovi, anziché in località isolate, esposte ad escursioni, saccheggi, atti di barbarie da parte di soldatesche indisciplinate o di eretici ribelli. Il 2 ottobre del 1592 le monache si trasferirono a Saluzzo, presero in affitto il palazzo dell’arcidiacono della Cattedrale, Michele Antonio Vacca.
Il 3 aprile 1596 acquistarono il palazzo, compreso il giardino, cortile e rustico, dal figlio dell’arcidiacono, Ludovico Vacca.

Il convento delle clarisse acquistato dalle monache di Rifreddo era una costruzione quadrilatera del XV secolo con porticato e galleria a colonnette di marmo. Dell’edificio possiamo ancora vedere il chiostro con un porticato ad archi gotici al piano terreno, un loggiato archiacuto chiuso al primo piano, una loggia aperta con colonne al secondo. Negli anni successivi le monache acquistarono molte case circostanti e nel 1611 costruirono una nuova chiesa rivolta a settentrione, verso le mura della città.
Questa chiesa venne demolita tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX sec. e in seguito venne costruito l’edificio tutt’ora esistente. L’unica parte della chiesa che venne mantenuta fu il muro di facciata, utilizzato come muro di spina del nuovo edificio che nel sottotetto presenta gli affreschi della facciata della chiesa del 1611. Tra la fine del XVII e l’inizio XVIII sec. le monache eressero una nuova chiesa (quella attuale) orientata perpendicolarmente alla prima, con la facciata rivolta a levante su di una via che in seguito prese il nome di via Rifreddo proprio perché su di essa si affacciava il monastero delle monache di Rifreddo. Questa chiesa fu edificata sul disegno di Fra Giacinto Poncino, converso domenicano, ma non si conosce la data precisa. Si sa per certo che mons. Morozzo, vescovo di Saluzzo dal 1698 al 1729, pose la pietra fondamentale di questa chiesa e venne dedicata a Santa Maria della Stella.

L’edificio di stile barocco è composto dalla chiesa esterna (per i fedeli) e dal coro monacale o chiesa interna (per le monache) disposto perpendicolarmente alla prima. Disposti su tre pareti vi erano gli stalli in noce. La chiesa esterna si affaccia sulla piazzetta della Trinità, l’interno e costituito da un corpo centrale coperto da una volta a cupola dipinta prima del 1743, ai lati ci sono due cappelle con altari in marmo costruiti nel 1751, quello a destra dedicato alla Beata Vergine del Rosario e quello a sinistra a San Bernardo Abate. L’altare maggiore è in legno scolpito con un ciborio pure in legno; è ornato con colonne, capitelli e putti in parte dorato e in parte definito a foggia di marmo. Nella visita pastorale al monastero del 19 marzo 1701, il vescovo Morozzo ordinò che si procedesse alla costruzione di un nuovo edificio per poter stabilire la dovuta separazione delle educande e delle novizie dalle monache. Le monache negli anni 1727-1728-1729 fabbricarono un vasto edificio rivolto a levante lungo la via di Rifreddo affiancato alla loro nuova chiesa su disegno di Fra Pio Giacinto.

Il governo rivoluzionario francese con decreto del 31 agosto 1802 soppresse gli ordini religiosi piemontesi e si impossesso dei loro beni e delle loro case. Il 1º gennaio 1803 la chiesa di Santa Maria della Stella fu riaperta al pubblico. Il 21 luglio 1807 i conventi e monasteri vennero messi all’asta. La chiesa e la parte nuova del monastero divennero poi proprietà di Vincenzo Martina. Il 10 settembre 1805 fu concesso provvisoriamente alla Confraternita della Croce Rossa (della Trinità) da parte del vescovo di officiare nella chiesa di Santa Maria della Stella. I confratelli della Confraternita della Trinità cambiarono la denominazione della chiesa in chiesa della Trinità o della Croce Rossa. Il 6 ottobre 1873 la chiesa di Santa Maria della Stella divenne proprietà dei Gesuiti, che rinominarono la chiesa con il nome di Sacro Cuore di Gesù. Il 6 marzo del 2007 la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo acquista la Chiesa di Santa Maria della Stella e dopo alcuni anni inizia l’intervento finalizzato al recupero di questo edificio storico, che aveva ormai raggiunto un elevato stato di degrado dopo anni di abbandono, e alla sua riconversione in un centro polifunzionale per eventi culturali come convegni, conferenze, concerti, esposizioni e mostre.

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