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Mercoledì 17 luglio 2024

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Borgo San Dalmazzo,tutti i vincitori del concorso dedicato al giornalista Gianfranco Bianco

Il Premio, promosso dall'amministrazione comunale, ha visto la partecipazione delle alunne e degli alunni di seconda media

Borgo San Dalmazzo

La Guida - Borgo San Dalmazzo,tutti i vincitori del concorso dedicato al giornalista Gianfranco Bianco

Alberto Caula, Emilie Revello e Nicoletta Rozio (classe 2ª D) sono i vincitori dell’edizione 2024 del Premio “Gianfranco Bianco – Giornalista Junior”, indetto dal Comune di Borgo San Dalmazzo (con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte) in ricordo del noto giornalista borgarino, scomparso nel 2016 dopo essere stato a lungo uno dei volti più apprezzati e stimati del TG Piemonte.

Il loro elaborato ha ottenuto il punteggio più alto tra gli oltre 50 testi presentati da alunni e alunne delle classi seconde della scuola media di Borgo. La traccia assegnata, partendo da un testo di Gianfranco Bianco (“In piedi quando entra il professore o il preside, per i saluti. Incarichi a turno per pulire la lavagna. Mai prendere la parola senza essere autorizzati, bensì alzare la mano ed aspettare l’assenso del professore…”) chiedeva ai concorrenti di recuperare i ricordi dei nonni relativi al mondo della scuola e di immaginare di vivere per un giorno in quella realtà così lontana.

Gli elaborati sono stati valutati da una giuria tecnica composta da Cristina Mazzariello (TargatoCn), Piergiorgio Berrone (La Guida), Andrea Dalmasso (CuneoDice), Micol Maccario (collabora con CuneoDice e con il quotidiano Domani) e Teresita Soracco (La Bisalta).

Il secondo premio è andato a Denise Garnero-Eassa e Arianna Renaudo (sezione A), al terzo posto Giulia Carletto (sezione F). Attribuite anche tre menzioni speciali a: Alessia D’Amico, Rania Goubial, Carlotta Serale (sez. E), Alessandro Noè, Gabriele Garnero, Giorgio Messa (sez. C), Pietro Caula e Nicola Picollo (sezione B). Tutti hanno ricevuto un buono-libro come incoraggiamento e stimolo a coltivare la passione per la scrittura. I ragazzi sono stati seguiti e guidati dalle insegnanti di Lettere Lara Meinero, Cristina Degioanni, Sonia Quaranta, Silvia Chiaramello, Marianna Dalmasso e Antonella Giraudo.

La premiazione, coordinata dall’assessora alla Scuola e alla Cultura Michela Galvagno, si è svolta venerdì 31 maggio in biblioteca. La figura di Gianfranco Bianco è stata rievocata, nei suoi tratti più intimi e nelle tappe professionali di una brillante carriera, dalla nipote Ivana Lovera, dagli amici fossanesi Carlo Morra e Marco Bertolino e infine da Michele Ruggiero, giornalista Rai, al suo fianco per lungo tempo nella redazione torinese del TG Piemonte.

“Grazie a voi ragazzi e ragazze che avete partecipato al concorso – ha detto la sindaca Roberta Robbione – e alle docenti. Grazie perché oggi siete qui a camminare tutti insieme sui percorsi tracciati dal nostro Gianfranco Bianco. Un uomo che partendo da questa terra ne è diventato ambasciatore, in quanto profondamente conoscitore, fino ad assumere egli stesso il ruolo di patrimonio importante da far conoscere. Ha descritto la nostra terra, ha portato sul piccolo schermo le nostre storie e le nostre tradizioni”.

 Emilie Revello Alberto Caula e Nicoletta Rozio (1° premio) con Michele Ruggiero

 

 Arianna Renaudo e Denise Garnero-Eassa (2° premio) con Carlo Morra

 

Giulia Carletto (3° premio) con Michela Galvagno

 

Di seguito la traccia assegnata e l’elaborato classificato al primo posto

“In piedi quando entra il professore o il preside, per i saluti. Incarichi a turno per pulire la lavagna. Mai prendere la parola senza essere autorizzati, bensì alzare la mano ed aspettare l’assenso del professore…”. Questi sono alcuni ricordi di Gianfranco Bianco (dal libro “Un cronista sopra le nuvole”) della scuola ai suoi tempi. Attraverso il ricordo di quel mondo appartenuto anche ai tuoi nonni, recupera i loro ricordi, pensieri, racconti relativi alla scuola, alle regole e soffermati su questo particolare tesoro custodito nella loro memoria e poi immagina tu di vivere per un giorno in quella realtà, così lontana dal tuo mondo e racconta”.

 

Giovedì 1ottobre 1970

Caro diario,

siccome questa è la prima pagina che scrivo, ti parlerò un po’ di me: mi chiamo Amalia Mariotta, sono nata il 19 marzo 1959, ho undici anni e vivo nella campagna di Borgo San Dalmazzo con i miei nonni, i miei genitori, mio fratello e mia sorella.

Oggi dovrei essere a scuola come mio fratello soltanto che, dopo aver sostenuto l’esame di quinta elementare, i miei genitori mi hanno comunicato che avevano bisogno di me nei campi e che non avrei potuto proseguire gli studi. Quel giorno mi sono messa a piangere perché io avrei voluto continuare e andare alle medie. Purtroppo non ho potuto oppormi alle scelte fatte per me da altri e le decisioni degli adulti non si discutono.

La scuola mi piaceva tanto ed ero anche discretamente brava. Alle elementari ho cambiato maestra ogni anno, ma la mia preferita è stata la maestra Viola. Mi ricordo che lei ci aveva fatto fare una gita in orario extrascolastico: una domenica eravamo andati a Torino e mi ero divertita molto.

Le maestre delle elementari erano brave, ma anche parecchio severe con noi alunni e io avevo paura di loro, soprattutto quando si arrabbiavano. Una volta un mio compagno aveva risposto male e l’insegnante gli aveva lanciato il quaderno fuori dalla finestra e poi lo aveva anche castigato.

Alle maestre noi dovevamo sempre dare del “lei”.

Siccome nella mia classe ero la più grande ed ero anche molto responsabile, la maestra mi affidava l’incarico di leggere la storia di Biancaneve ai miei compagni più piccoli: infatti la nostra classe era mista, c’erano alunni di età diversa, dalla prima alla quinta elementare. Mi è anche capitato di andare a scuola insieme a mia sorella!

Le insegnanti ci davano anche un po’ di compiti da svolgere a casa, specialmente poesie da imparare a memoria. Tutti i giorni, tranne il giovedì, avevo lezione anche al pomeriggio e perciò, soprattutto d’inverno, mi portavo dei panini che mangiavo a scuola per non dover camminare al freddo e nella neve fino a casa. Anche perché le strade, da casa mia fino alla scuola, non sono asfaltate, attraversano la campagna e con il brutto tempo diventano fango puro! La mia scuola elementare era quella di Tetto Gallotto e si trova sullo stradone per Cuneo, a circa un chilometro da casa mia.

L’anno scorso ho fatto l’esame di quinta: ero terrorizzata! Mi preoccupava sia la prova in sé, sia il fatto di dover andare in città, in centro Borgo, dove c’era molta più gente e io non mi sarei trovata per niente a mio agio, perché ero abituata ad andare alla scuola in campagna, dove eravamo in pochi. Durante l’esame ho dovuto affrontare diverse prove: il tema d’italiano, matematica, geografia, storia e scienze. Nonostante la paura me la sono cavata abbastanza bene e sono anche riuscita a prendere un ottimo voto.

Questi, però, ormai sono soltanto ricordi che confido alle tue pagine di carta, mio caro diario…

Oggi, purtroppo, mi è toccato svolgere alcune faccende domestiche, badare agli animali (mucche e galline) e andare a lavorare nei campi insieme ai miei genitori. Dopo mi hanno mandata a prendere l’acqua al pozzo che è in comune con tutto l’isolato: che fatica! Adesso mi sento davvero stanca.

Del resto, a casa nostra funziona così: o obbedisci alle regole, o obbedisci alle regole, non c’è nessuna altra scelta. Se non obbedisci, gli adulti ti mollano due schiaffi e stai sicuro che non lo farai più una seconda volta! Io, però, cerco di comportarmi sempre bene, anche perché, se disobbedisco, poi mi sento tremendamente in colpa. L’unica regola che proprio non sopporto è quella di dover mangiare tutto ciò che si ha nel piatto. Bisogna mangiare quello che c’è in tavola, anche se spesso non mi piace. O si mangia quello, o niente altro!

Ora, caro diario, ti saluto perché devo andare ad apparecchiare la tavola per la cena.

A domani,

Amalia

Elaborato di Alberto Caula, Emilie Revello, Nicoletta Rozio (classe 2ª D).

 

Gabriele Garnero e Giorgio Messa (menzione)

 

Pietro Caula e Nicola Picollo (menzione)

 

Carlotta Serale e Rania Goubial (menzione) con la sindaca Robbione

 

Michele Ruggiero

 

Ivana Lovera

           

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