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Domenica 26 maggio 2024

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La natura, gli specchi, l’equilibrio e il rigore della scultrice

Maria Gabriella Stralla nel 2000 ha inaugurato in Francia l’opera monumentale Porte d’Europe

La Guida - La natura, gli specchi, l’equilibrio e il rigore della scultrice

Dopo la maturità artistica al Primo Liceo Artistico di Torino, allieva di Beppe Devalle, Beppe Penone e Giacomo Soffiantino, Maria Gabriella Stralla si specializza all’Istituto del Design di Milano. Importanti gli anni a seguire, dedicati alla ricerca artistica: inventerà un elemento-cifra riconoscibile nella pittura e nella scultura. Nel 2000 inaugura, in Francia, l’opera monumentale Porte d’Europe. Nel 2001 l’opera La forza del dolore” è inserita nella collezione della Fondazione Peano. Nel 2002 l’opera “I quattro elementi” sarà situata in Spagna all’Universidad Laboral di Oviedo. Dal 1988 al 2012 presenta personali in spazi pubblici e gallerie d’arte, in Italia e Francia. Nel 1996, nel Centro Pavesiano casa natale Cesare Pavese, vince il premio speciale giuria. Dal 1994 al 2000, viene invitata a tutte le edizioni del Premio Saccarello organizzato dalla Provincia di Cuneo, Alpes Maritimes e Provincia di Imperia. Prestigiose le mostre collettive in Italia e Francia a cui partecipa in spazi pubblici e gallerie.
“Colpiscono in particolare i bei trompe-l’oeil di narcisi, orchidee, iris e rose, dipinti in grisaille o – scrive Enrico Perotto – con colori mirabilmente illusionistici su superfici di ferro dai profili geometrici mutevoli. Il viaggio intorno al sé di Stralla avviene soprattutto attraverso specchi, frammenti di vetro e silhouettes bidimensionali di abiti in metallo dalle fogge variabili. Una scultura-pittura, insomma, quella di Maria Gabriella, che predilige il “senso dell’ordine” e i contrasti tra decorazioni naturalistiche, materia plumbea informe e strutture geometriche”.
Dal 2005 al 2007 “Tour 13×17” a cura di Philippe Daverio: prima tappa Venezia, 51a Biennale d’Arte, a seguire Biella, Potenza, Milano, Napoli, Palermo, Bologna, Roma; 2007, Venezia 52a Biennale d’Arte e presentazione del catalogo “13×17” a Milano, Rizzoli Galleria V. Emanuele. Nel 2007, 52a Biennale d’Arte di Venezia, “Promemoria per Pierre Restany”. Nel corso degli anni espone a “Torinoarte” Biennale D’Arte Contemporanea, Torino; Salone Italiano Arte Contemporanea, Firenze; “Miart”,  Milano;  Fiera D’Arte, Bologna; “Kunstart”, Bolzano.
“Allora, Gabriella, gli specchi li frantuma, li tritura e, poi, li mette a cornice dello stereotipo che usa in questa mostra, quel leit motiv, quel figurino, quella sagoma in legno, essenziale, avaramente stilizzata nel gioco del pieno-vuoto, del positivo-negativo. Un’ossessione, quasi, che traversa il suo impegno artistico recente. Nel negativo, nel vuoto, poi, si può anche apporre l’occhio, guardare come in un enorme buco della serratura. Talvolta, la sagoma si squaderna, scivola al suolo, si chiude, “si morde la coda” sino a formare eleganti, ancoraeleganti, “anelli” Altrove, lo specchio fa da supporto a metallici cuori, il cuore-narciso si specchia in un lago vitreo. Qua e là, le opere sono picchiettate, maculate, segnate di ombre floreali: orchidee, iris, perché lo stile pulsa, urge ed emerge: vuole la sua parte, anche su quelle che appaiono ferree paratie”. Così scrive Roberto Baravalle e conclude Riccardo Cavallo: “…. La topologia qui proposta della scultrice che mette insieme con rare facoltà di equilibrio e rigore geometrico e istintualità tutta femminile si offre modulata proprio come progetto niente affatto occasionale od episodico per la ricerca di una via d’uscita da una fra le molte trappole mortali-fra le altre si pensi al labirinto o alla replicazione infinita del medesimo-con cui l’arte ha, ripetiamo, da prima di sempre, avuto necessità di misurarsi pena la regressione e lo scadimento a decorticata decorazione d’interni ed esterni, vicarietà servile e fabrile, supplemento d’anima e consimili zavorranti iatture così ardue a scaricarsi, tant’è”.

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