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Giovedì 18 aprile 2024

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L’inquilino non paga l’affitto ma lo accusa di minacce per una pistola

Un uomo è stato assolto dall'accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ma condannato per detenzione illegale di armi da fuoco

La Guida - L’inquilino non paga l’affitto ma lo accusa di minacce per una pistola

Cuneo – Con l’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e detenzione illegale di armi da fuoco, due pistole ad aria compressa, è finito a giudizio al tribunale di Cuneo R. A., il proprietario dell’appartamento dato in locazione a un uomo che da più di due anni non pagava l’affitto e con il quale era in corso la causa di sfratto. Nel marzo 2022, alcuni mesi prima che venisse emesso il provvedimento di sfratto, l’affittuario sporse denuncia per una presunta minaccia che gli sarebbe stata rivolta dal proprietario di casa nel corso di un loro colloquio; l’uomo raccontò ai Carabinieri che mentre parlavano della causa in corso, l’uomo avrebbe fatto riferimento alle armi che possedeva toccando con la mano la tasca della giacca. A casa dell’imputato gli inquirenti effettivamente trovarono e sequestrarono le armi. Nessuna prova certa invece, in assenza di testimoni terzi, del contenuto del colloquio che i due ebbero quel giorno di marzo davanti all’appartamento oggetto della contesa: “Un riscontro terzo non può venire dalle testimonianze di parenti che sono portatori di interesse in questa vicenda”, aveva concluso il pubblico ministero Alessandro Borgotallo chiedendo per l’imputato la condanna a 10 mesi e 200 euro  solo per la detenzione delle armi. Una conclusione non condivisa dal legale dell’affittuario, costituito parte civile in giudizio, il quale ha sottolineato che se le dichiarazioni della parte civile sono lineari e prive di contraddizioni possono valere come prove, e in conclusione ha chiesto un risarcimento di 1.000 euro. Di parere opposto la difesa dell’imputato che ha ribadito invece il forte interesse dell’affittuario gravato da un forte debito, due anni e mezzo di morosità, con il proprietario, e ha negato qualsiasi minaccia da parte del proprio assistito in riferimento alle armi conservate a casa e che gli inquirenti non sottoposero a perizia per verificarne l’effettivo funzionamento.
La giudice ha accolto la richiesta di assoluzione per quanto riguardava l’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni mentre ha condannato l’uomo a cinque mesi e 1.300 euro di multa per il possesso delle armi (immagine di repertorio).

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