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Lunedì 15 luglio 2024

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Tettoia Vinaj, il Comune intende ricorrere in appello per il pagamento dei canoni arretrati

Il giudice ha accolto la richiesta di restituzione dell’immobile, ma non il pagamenti degli arretrati. La minoranza attacca: “Il Comune non vedrà mai quei soldi”

La Guida - Tettoia Vinaj, il Comune intende ricorrere in appello per il pagamento dei canoni arretrati

La sentenza del tribunale in merito alla vicenda del mancato pagamento dei canoni della Tettoia Vinaj continua a far discutere. Il tribunale ha accolto l’istanza di restituzione dell’immobile ma ha giudicato inammissibile la richiesta di condannare la società Tettoia Vinaj srl a pagare i canoni di concessione, i relativi interessi e quanto previsto per monetizzazione dei parcheggi, per una cifra complessiva di quasi un milioni di euro.

“ La sentenza – ha detto Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) – ci ha veramente stupito in quanto ha dichiarato l’inammissibilità della richiesta di condannare la Tettoia Vinaj srl a pagare l’importo dei canoni di concessione e della monetizzazione dei parcheggi. Molti dicono che bastasse un decreto ingiuntivo per incassare il debito da parte del Comune e non si capisce come mai si sia data questa impostazione alla causa. Il fatto che si sia interrotto il rapporto è sicuramente positivo, ma la città rischia di perdere un milione di euro di soldi pubblici”.

“Quella sentenza è stata una sconfitta bella e buona – ha rincarato Franco Civallero (Forza Italia) – Signora sindaca, lei e i suoi successori non vedrete mai quei soldi”.

Anche Giuseppe Lauria ha contestato il modo di operare del Comune: “Se non otterrete i soldi vi denuncio tutti per danno erariale. Il Comune ricorre al decreto ingiuntivo nei confronti di chi non ha pagato 140 euro di multa, ma per la Tettoia Vinaj non lo avete fatto”.

Giancarlo Boselli (Indipendenti) ha ribadito: “Questa è e rimane una vicenda scandalosa. Emerge un ritardo ingiustificato nell’agire, solo dopo sette anni avete deciso di agire dal punto di vista giudiziario e avete percorso una strada che ha portato a questo risultato”.

In risposta la sindaca Patrizia Manassero, ha spiegato: “Nell’immediatezza della sentenza ho espresso la mia soddisfazione perché la sentenza non lascia dubbi sui comportamenti delle due parti, sugli importi dovuti e sulla restituzione del fabbricato. Questo è un punto fermo che per me è positivo. Certo che ho espresso anche la preoccupazione perché ora dobbiamo capire come andare avanti, perché da parte nostra non è mai stato sottovalutato l’aspetto economico. Il giudice ha fissato dei punti, molto chiari: da lì andiamo avanti e su questo stiamo lavorando”.

L’assessore Valter Fantino ha fatto il punto della situazione dal punto di vista legale e ha sottolineato che per il Comune “risulta sostenibile la richiesta contestuale del rilascio dell’immobile e della restituzione dei canoni e la monetizzazione dei parcheggi. L’esito della disposizione giudiziaria relativa è frutto di una mera interpretazione del giudice”. “Questa – ha concluso Fantino – è la ragione per cui il Comune sta ultimando il percorso dei pareri tecnici per ricorrere in appello per la riforma del dispositivo della sentenza”.

Risposta che hanno suscitato la replica accesa di Ugo Sturlese: “Non c’è stata la risposta in merito al perché avete scelto questa linea e questo grave errore procedurale nella richiesta, anzichè avviare subito l’ingiunzione per il pagamento. L’azione legale è giunta dopo 11 interpellanze (6 mie e 5 di Lauria). Voi dovete chiedere scusa alla città perché rischiate di compromettere i soldi pubblici”.

La questione sarà discussa nuovamente questa sera, martedì 27 febbraio, in consiglio comunale con una mozione presentata dai consiglieri Giancarlo Boselli e Paolo Armellini (Indipendenti), Ugo Sturlese e Luciana Toselli (Cuneo per i Beni Comuni) e Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia).

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