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Domenica 21 luglio 2024

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Rubò negli uffici parrocchiali, condannato a un anno e tre mesi

Offerte portate via a Borgo San Dalmazzo, nei guai un 38enne che aveva già sottratto denaro in altre occasioni

La Guida - Rubò negli uffici parrocchiali, condannato a un anno e tre mesi

Borgo San Dalmazzo – È stato condannato a un anno e tre mesi di reclusione N. D., 38enne di origini albanesi che dopo essersi introdotto all’interno degli uffici parrocchiali di San Dalmazzo, aveva rubato dall’ufficio del parroco alcune buste con 200 euro di donazioni. In aula l’ex parroco don Michele Sanmartino aveva raccontato di conoscere quell’uomo che era solito aggirarsi nei dintorni della chiesa per chiedere l’elemosina; più volte gli erano stati donati dei pacchi, ma era anche stato sorpreso mentre cercava di rubare dalle borse delle volontarie. “Una volta l’ho fermato prima che rubasse dalla borsa della volontaria che sistemava i fiori in chiesa – aveva riferito il parroco – e una volta mi disse che ero il demonio perché dopo aver forzato con una spallata la porta della canonica mi trovò proprio dietro la porta: lo avevo visto dai monitor e lo stavo aspettando, lo sgridai e mandai via”. L’11 dicembre 2021 l’uomo riuscì però a infilarsi nella canonica al seguito di un altro parrocchiano che doveva parlare con una delle volontarie in ufficio. Una volta dentro però N. D. girò nell’ufficio del parroco e prelevò dal cassetto le buste con le donazioni. Il parroco fece appena in tempo a vederlo mentre si allontanava di corsa lungo il corridoio che portava a un’altra uscita. La volontaria che era in ufficio non lo aveva riconosciuto ma l’uomo era stato immortalato anche questa volta dalle telecamere di sicurezza e successivamente riconosciuto dal parroco nel fascicolo fotografico che gli sottoposero i Carabinieri. A seguito del risarcimento da parte dell’imputato il parroco avrebbe anche rimesso la querela, ma il reato contestato di furto aggravato è procedibile d’ufficio e considerati i precedenti, anche specifici per il furto in un’altra parrocchia, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi e 800 euro di multa. L’imputato a propria difesa aveva dichiarato al giudice di essersi introdotto nell’ufficio parrocchiale per poter andare al bagno dato che non era vaccinato e in quel periodo si poteva entrare nei bar solo col greenpass, e il suo difensore ha evidenziato come l’ufficio parrocchiale non sia assimilabile a una dimora privata ma a un luogo aperto e quindi essendoci stata la remissione di querela da parte del parroco, ne ha chiesto l’assoluzione. Una tesi rigettata dal giudice che ha condannato l’imputato a un anno e tre mesi di reclusione.

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