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Lunedì 17 giugno 2024

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La sensibilità materica del comporre come mistica del dipingere

Tra le pennellate spesse di colore e le composizioni materiche di Claudio Signanini artista di Cuneo che espone a Palazzo Borelli di Demonte

La Guida - La sensibilità materica del comporre come mistica del dipingere

Claudio Signanini è nato nel 1965 a Cuneo. Lavora in qualità di Creative Designer presso il suo studio di San Mauro Torinese e vive a Cuneo. Si è diplomato nel 1984 presso il Liceo Artistico Ego Bianchi  di Cuneo e ha conseguito nel 1989 il diploma di licenza di Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Torino. Ha esposto in mostre personali e collettive dal 1987 ad oggi, in particolare in provincia di Cuneo, a Torino, Genova, New York (The artist and the book in the 20th Century-Italy” presso il Moma nel 1993) e Milano. Nei primi anni Novanta ha esposto nel gruppo Scuola Elementare d’Arte ed è stato uno dei Cuneesi al Boom della Galleria Confini. Ha partecipato alle collezioni Aprile di Cimia. Tra le più recenti la collettiva “Apologhi delle camere da sparo” al Forte Albertino di Vinadio, e “IM-Materiali” nello spazio espositivo di San Francesco a Cuneo nel 2014. La personale all’Officina delle Arti a Cuneo, e le collettive “Ri-Generazione” al Filatoio Rosso di Caraglio nel 2016, “Espressioni d’Arte in divenire” del 2017 al palazzo Lucerna di Rorà in Benevagienna per GrandArte 2017/18, “Riflessi, differenze, consonanze” (2017), “Di Concerto” (2018) e “SottoSopra” (2019) in Palazzo Samone a Cuneo con il collettivo artistico del Magau. Le personali “Autoreferenziale” del maggio 2017 nella chiesa della Confraternita a Robilante, infine “Signa-2.0” del maggio 2019 nella sala esposizioni del Collegio dei Geometri in Cuneo. Sempre nel in questa sede, nell’aprile 2022, realizza la mostra “La donna, il fenicottero e la pantera” con grande esito di pubblico e critica. “Soprattutto negli ultimi lavori si articola un gran cross-over di materiali e d’immagini (prese a prestito in ogni-dove) in cui la pittura, il segno, il gesto d’artista fanno da trait d’union creando una grande “edicola” in divenire. ll fil-rouge che fin da subito ci colpisce nelle opere di Signanini è la “bellezza”, la semplice, immediata bellezza artistica del suo lavoro… Colori, forme femminili, ma anche inserti iconici, figure di animali selvaggi, fotografie, ori e decori, il tutto tenuto insieme in un abilissimo gioco di suggestioni e spazi… E poi ancora profondità tridimensionale ottenute da strati sovrapposti di perspex, acetati e copie cartacee. Una tessitura che ha bisogno di una lettura approfondita, di un indagine visiva minuziosa che richiede tempo ed attenzione, la stessa che l’artista ha dedicato a creare il suo lavoro.”

Tra le pennellate spesse di colore, le composizioni materiche di Signanini lasciano intravedere ambigue figure di donne presentate con linee grottesche e dinamiche attraverso la tecnica del collage. L’effetto pittorico ricercato è una metafora dei vincoli imposti alla donna da parte della società: la donna non può essere sé stessa ma deve seguire dei canoni, dei modelli. Questi vincoli esteriori negativi per il pittore privano la donna della sua identità, che l’artista considera comunque fondamentalmente angelica.Dotato di una forte personalità le sue opere pittoriche sono vibranti di sensualità. L’utilizzo di materiali alternativi come il cartone oppure la carta da giornale rendono i suoi lavori più vicini alla quotidianità dell’uomo.
“Forse i suoi “recuperi” – scriveva Ida Isoardi – vanno anche in altra direzione, nella quale si dirvela una sorta di affascinante primitivismo carico di quella spiritualità oggi dispersa da un’entropia senza limiti apparenti. Ciò che rende possibile questa ipotesi di lettura è la palese vocazione del pittore alla manualità artigianale, alla sensibilità materica e quasi sacrale dell’esecuzione spinta sino a formularsi come mistica dcl dipingere”.
“Finge fantasmi di donne – dice Enrico Perotto – che prendono corpo so supporti materiali scelti tra gli oggetti di scarto della nostra società dei consumi; tavole o pone in legno usate e cartoni da imballaggio, che interagiscono con frammenti fotografici di riviste illustrate, mimetizzati e ritoccati secondo il guizzo creativo dell’artista, Signanini conferisce così una nuova vita all’immagine figurativa”:
“Quelle di Signanini – scrive Alessandro Abrate – sono figure femminili prese a prestito dalle riviste di moda, dalla pubblicità della comunicazione visiva; ma in qualche modo vengono decontestualizzate, o meglio inserite in altri contesti, in un altrove che diventa pretesto per suggerire differenti, singolari, nuove o antiche storie. E proprio in questo altrove, spesso straniante, si colgono suggestioni che si traducono in presenza; mentre una sorta di silenzio sembra circondare, avvolgere, nutrire l’eterno femminino che aleggia e appare. Mentre suggestioni nipponiche suggerite da calligrafici segni o evocazioni che portano a sfiorare onirici riferimenti simbolisti aleggiano nelle impaginazioni, nella disposizione del racconto fermato”.

Fino al 17 settembre nuove opera di Signanini si possono vedere nella personale “Tra japonisme e rococò”, a Palazzo Borelli di Demonte. A cura di Alessandro Abrate che scrive: “Le suggestioni che danno anima a questa mostra di Claudio Signanini e si traducono in segno, pittura e accostamento di materiali, conducono in due direzioni, il Giappone, lontano, misterioso, esotico e l’arte che caratterizza i decenni centrali del Settecento, un rococò che si diffonde nell‘Europa delle corti e ha in Tiepolo un protagonista assoluto. Un accostamento per nulla azzardato, semplicemente sentito, che Claudio fa suo con interpretazioni singolari, sviluppo di visioni che collegano Oriente e Occidente, nel segno di un gusto che cerca equilibri e approdi…. I riferimenti esotici alla cultura giapponese, scanditi, filtrati sono ben presenti in questi recenti lavori di Claudio e si fanno terreno fertile, humus della sua pittura, meglio dire del suo comporre e disporre…. emergono lavori in cui l’autore gioca con una sorta di sottrazione rarefatta in cui è un segno calligrafico ad emergere, una scrittura ispirata agli ideogrammi nipponici che diventa singolare linguaggio inserito in sfumate cromie dove è soprattutto il rosa ad emergere, quasi preludio alla seconda fascinazione verso una tavolozza che guarda al rococò e a Tiepolo”. La mostra è aperta il venenerdì ore 16,30/18, il sabato e la domenica 10,30/12 e 16,30/18.

Puro Rosso - Claudio SIgnanini

Puro Rosso – Claudio SIgnanini

angelo(in croce) Claudio SIgnanini

angelo(in croce) Claudio SIgnanini

Angelo nero(profilo) - Claudio SIgnanini

Angelo nero(profilo) – Claudio SIgnanini

Claudio SIgnanini

Claudio SIgnanini

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