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Sabato 20 luglio 2024

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Biodigestore di Borgo tutto rimandato al 16 giugno

Nell'assemblea dei sindaci del Cec la presentazione del progetto e la bozza di convenzione Cec con Acsr

La Guida - Biodigestore di Borgo tutto rimandato al 16 giugno

CuneoBiodigestore, tutto rimandato al 16 giugno, quando l’assemblea sarà chiamata a deliberare sulla convenzione Cec con Acsr. L’assemblea dei sindaci del Cec di ieri asera, lunedì 5 giugno, ha fatto finalmente chiarezza sugli aspetti tecnici del buiodogestore da parte del Cec e ha presentato la bozza di convenzione tra Acsr e Cec necessaria per procedere a ricevere i fondi del Pnrr, i 13,8 milioni, e di conseguenza a costruire l’impianto. Ma nell’incontro si è parlato anche di altro a partire dalla necessità di avere nell’impianto il conferimento di tutto il rifiuto provinciale, con la garanzia che il Cec di aspetta sulle decisioni dell’Ato rifiuti della Regione che potrebbe, almeno questa è la speranza, indicare ai consorzi della provincia a conferire il rifiuto a Borgo. Il biodigestore sarà costituito da due impianti, due vasche, che possono lavorare insieme o separatamente e l’avvio potrebbe avvenire proprio solo con una parte in base alla quantità di rifiuto disponibile. Non si tratta di un impianto che stravolge l’area ma si integra con le strutture esistenti con una lavorazione che i tenicni garantiscono non “odorifera” e che olter al compost di pregio produce biogas.

Nell’assemblea si è parlato anche del ricorso di Borgo San Dalmazzo, un ricorso al Tar presentato dal Comune, che non richiede però la sospensiva del progetto, ma che potrebbe complicare e fermare l’iter per la costruzione dell’impianto, oltre al problema della compatibilità urbanistica di cui non si conosce ancora l’esito.

Critico il consigliere comunale di Cuneo Giancarlo Boselli: “Il biodigestore è più grande di quanto servirebbe e non avrà il quantitativo necessario di rifiuti da consumare per non andare in passivo e non gravare nelle tasche di cittadine e cittadini. Costerà quasi 16 milioni di euro invece dei quasi 13 previsti. Quindi 3 milioni li tireremo fuori di tasca nostra. Non potendo smaltire almeno 45.000 tonnellate annue, pagheremo, con l’aumento delle bollette ogni anno, altro denaro per ripianarne il deficit standard”.

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