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Martedì 23 luglio 2024

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Cervasca, sì alla variante per accogliere centro medico privato

Il consiglio comunale ha approvato la variante al piano regolatore per cambiare la destinazione di un edificio agricolo nella frazione di Santa Croce

La Guida - Cervasca, sì alla variante per accogliere centro medico privato

Cervasca – Nella serata di ieri (giovedì 25 maggio) il consiglio comunale ha approvato una variante parziale al piano regolatore che cambia la destinazione d’uso di un edificio in zona agricola nella frazione di Santa Croce, inutilizzato da oltre vent’anni, da deposito e rimessa a destinazione sanitaria. L’intenzione è infatti di concedere al Centro medico europeo di Cuneo di installare qui un centro medico con camere operatorie.
La minoranza non è riuscita a convincere il resto del consiglio a cambiare idea. C’è stato un lungo intervento di Marco Giraudo, medico di base da circa trent’anni che ben conosce la situazione sanitaria. Ha ricordato i lunghi tempi di attesa per ottenere degli esami e gli altissimi costi che qualcuno può permettersi di sostenere per rivolgersi a centri privati, mentre altri, che invece non possono sostenerli, sono costretti a rimandare.
“Come amministratori non possiamo portare vantaggio economico ad alcuni privati, quelli della proprietà e quelli che apriranno il centro, e non pensare al bene dei cittadini, favorendo l’apertura dell’ennesimo centro privato dove la strategia è il bieco guadagno. Stiamo trasformando la nostra sanità in una di tipologia americana, quella in cui senza una carta di credito non puoi accedere. Per me è un atto grave: non voglio essere complice in un processo di vendita della sanità pubblica”.
Giraudo nel suo intervento ha letto anche parte dell’editoriale del direttore de La Guida Ezio Bernardi riguardo al tentativo di demolire il servizio sanitario pubblico, a favore di una sanità privata, e ha citato il dato che il 45% degli interventi sono in regime di privatizzazione.
Il sindaco Enzo Garnerone ha risposto che tutto è fatto in modo legale: “Il Centro medico europeo è già a Cuneo e lavora già sul cuneese. Se non aprirà qui, aprirà altrove. Il problema sono i medici a cui non si chiede di decidere definitivamente di operare solo nel pubblico o nel privato”.
Silvio Re della minoranza, che si è astenuto nella votazione, ha chiesto che almeno venga richiesto un contributo straordinario per la variazione, dato l’immediato aumento di valore fondiario, ed eventualmente condizionare la trasformazione d’uso al fatto che si chieda una convenzione con il sistema sanitario nazionale. La responsabile Roberta Abellonio degli uffici tecnici si è impegnata ad approfondire la questione.

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