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Giovedì 25 luglio 2024

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Il Santa Croce e Carle di Cuneo tra i migliori ospedali d’Italia, ma con tanti ma

L'Agenas prende in esame 53 ospedali, 6 in Piemonte, e Cuneo con il Mauriziano si salva ma le performance sono in netto calo rispetto al 2019

La Guida - Il Santa Croce e Carle di Cuneo tra i migliori ospedali d’Italia, ma con tanti ma

Cuneo – L’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo insieme al Mauriziano di Torino compare nella lista dei nove ospedali che secondo l’Agenas, l’Agenzia dei servizi Sanitari regionali, nel 2021 sono riusciti a mantenere l’alto livello di performance. Ma sono i dati del confronto tra 2019 e 2021 sono impietosi e segnano un  livellamento verso il basso di tutta la sanità pubblica e anche del Santa Croce. C’è da dire che in mezzo c’è stata la pandemia con gli ospedali solo per il Covid o quasi e dunque i dati subiscono anomalie fuori schema e sono difficilmente sovrapponibili con quelli degli anni precedenti.

Sono solo nove le aziende di tutta Italia a salvarsi in questa speciale classifica, contro le 17 di due anni prima, ma sono anche soltanto 53 le aziende ospedaliere analizzate a livello nazionale (di cui 30 aziende ospedaliere universitarie e 23 aziende ospedaliere). In Piemonte analizzate solo sei aziende: San Luigi di Orbassano, il Maggiore di Novara, l’Arrigo di Alessandira e le Molinette di Torino. L’analisi non prende in esame ospedali in capo alle Asl, così come gli Irccs, e neppure le cliniche private.

Ma ci sono tanti ma…

La valutazione è cosiddetta multidimensionale: viene misurata la capacità delle aziende di conseguire obiettivi assistenziali in termini di esiti delle cure e di accessibilità ai servizi sanitari, coerentemente con le risorse disponibili (di tipo finanziario, professionale e tecnologico). Tra gli indicatori utilizzati per valutare gli ospedali c’è la rapidità nell’eseguire interventi di protesi d’anca, operazione per tumore alla mammella, al colon retto, al polmone e alla prostata. Tra i parametri anche i tempi di permanenza nei pronto soccorso, la degenza media pre-operatoria, i ricoveri inappropriati. Presi in esame anche indicatori economici, come i ricavi per prestazione, l’indice di sinistrosità, il numero di infermieri per posto letto, ma anche l’incidenza del costo del personale, l’obsolescenza dei macchinari, la gestione dei magazzini.

“È un risultato che desidero sottolineare perché, nonostante la complessità e gravosità del periodo pandemico, la nostra Azienda ha mantenuto standard altissimi, nella qualità delle prestazioni, grazie allo straordinario contributo di tutto il personale”, ha commentato lìappena arrivato Commissario dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, Livio Tranchida. I dati sono del 2021 nel cambio direzione tra Corrado Bedogni e Elide Azzan.

Il confronto 2019 e 20211

Ma sono i dati del confronto tra 2019 e 2021 che non lascino dubbi con tutti gli indici in netto ribasso.

Gli interventi per tumore alla mammella entro 30 giorni nel 2019 rasentavano il 100% erano al 99% nel 2021 sono scesi al 63%.

Il numero di interventi per sala operatoria nel 2019 erano 585 scesi a 420 nel 2021.

Il costo medio per una giornata di degenza è salito dai 290 euro ai 320 del 2021.

La dotazione di infermieri per posto letto tra empo determinato e indeterminato è sceso da 1,7 del 2019 a 1,4 che signifca duecento infermieri in meno.

L’unico dato a migliorare di poco rispetto al 2019 riguarda l’obsolescenza di macchinari e attrezzature che passa dal 74% al 76% (che indica in dato puramente tecnico-contabile della percentuale di immobilizzazioni materiali interamente amortizzate)

 

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