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Giovedì 13 giugno 2024

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La sanità deve rimanere pubblica

Il Comitato piemontese per il diritto alla tutela della salute e alle cure, lunedì 22 maggio è a Saluzzo

La Guida - La sanità deve rimanere pubblica

Saluzzo – Dopo l’incontro di Ormea il Comitato piemontese per il diritto alla tutela della salute e alle cure, lunedì 22 maggio alle ore 21 si dà appuntamento alla Sala tematica de Il Quartiere piazza Montebello a Saluzzo. E poi, sabato 27 maggio, l’appuntamento è a Torino, dove si svolgerà una grande manifestazione che si concluderà di fronte al grattacielo della Regione Piemonte. 

Il Comitato  si sta mobilitando, perché in gioco è il futuro della sanità pubblica, il diritto alle cure, l’assistenza delle persone in difficoltà in particolare gli anziani, gli invalidi e i diversamente abili. Per il Comitato la tesi è chiara: si sta violando l’articolo 32 della Costituzione (il diritto alla salute) e si mina un pilastro fondamentale della convivenza civile e sociale di una comunità. “Chiediamo al presidente Cirio – conclude Bergesio – di intervenire, per quanto di sua competenza, per sbloccare le assunzioni del personale sanitario e rilanciare un piano di investimenti efficace volto a garantire effettivamente il diritto alla salute e alle cure di tutti i piemontesi”.

L’appello per il diritto alla tutela della salute e alle cure

Scrive il Comitato nell’appello che sta girando in tutto il Piemonte e che invita tutti i piemontesi a partecipare alla grande manifestazione del 27 maggio a Torino..
“Si parla di diritto della persona (non cittadino residente, non cliente, non contribuente, ma “persona”) e di interesse generale, ovvero vantaggio comune derivante dallo stato di salute della popolazione. L’esperienza della pandemia da Covid ha dimostrato la lungimiranza della visione costituzionale: l’interdipendenza tra persone popoli e Stati e l’evidente impossibilità di salvarsi da soli.
A proteggerci e a salvarci, pur tra drammatici eventi e perdite, ha operato il servizio sanitario nazionale nato con la L. 833/78 dai principi costituzionali, quindi ad accesso universale e pubblico, finanziato dalla fiscalità generale.
Le esperienze, le immagini, i racconti ci hanno restituito la potenza di una resistenza e di un impegno possibili solo per un’organizzazione fondata sul mandato del bene comune; infatti, il bisogno e la gratitudine si sono riversati sui professionistidella sanità territoriale e ospedaliera.
Quella fase ha evidenziato altrettanto la fatica di un sistema fiaccato da anni di definanziamento e mortificazione a ragionieristici pareggi di bilancio di cui tutti, nella fase pandemica, hanno sottolineato il danno, ma che ancora producono gravi conseguenze, quali il blocco del turnover, le riduzioni dei posti letto, l’insu*cienza dell’assistenza territoriale.
I provvedimenti istituzionali e le cronache descrivono un sistema sanitario sempre più appaltato e progressivamente occupato da imprenditorie e da soggetti privati, in gran parte in ambito sociosanitario (non autosu*cienza, psichiatria, disabilità, dipendenze), nei laboratori di analisi e nella diagnostica, in alcuni reparti ospedalieri.
La tutela delle fasce deboli e la equità nell’accesso e nel trattamento sono possibili solo in sistema “disinteressato” ai margini di profitto e “interessato” al diritto della persona e al benessere della comunità.
La legge istitutiva, 833/78, nacque proprio dalla intelligenza solidale di soggetti “garantiti” dalle mutue verso i “non garantiti”, nella consapevolezza di una fragilità comune e dipendente dalla stabilità e dalla qualità della occupazione.
Il movimento unisce i lavoratori della sanità ed i pazienti perché è indispensabile difendere il diritto a curare per difendere il diritto ad essere curati. Gli interessi oggi coincidono: se gli operatori sono pochi, stanchi, demotivati, maltrattati, lavorano male e soprattutto se ne vanno. E i pazienti non riescono più a curarsi.
La comune necessità e la indispensabile equità riposte nel servizio nazionale richiedono oggi una mobilitazione di coscienze e di azioni per tutelarne i principi, la natura e il funzionamento: tutti abbiamo bisogno della sanità pubblica e la sanità pubblica, per continuare a essere tale, ha bisogno della nostra partecipazione.

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