L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

15 luglio 2026

editoriale

Il vento della propaganda sul conflitto e il ruolo effettivo del popolo ucraino

04 marzo 2023

Cuneo

Bandiera Ucraina Il politologo Ian Bremmer, fondatore del più prestigioso centro di monitoraggio della stabilità politica mondiale, lo ha affermato in modo piuttosto perentorio. Il conflitto in Ucraina, passo dopo passo, ha svelato il suo vero volto: quello di “una guerra per procura tra gli Stati Uniti e la Nato da una parte e la Russia dall’altra”. Siamo dunque di fronte ad una guerra vera: fatto finora smaccatamente negato da Putin, che ancora nell’ultimo discorso davanti alla Duma ha parlato di “operazione militare speciale”; ma anche ipocritamente misconosciuto da un occidente che, insistendo in un reiterato invio all’Ucraina di armi sempre più sofisticate, ha motivato questa sua scelta come inevitabile reazione ad una aggressione dell’ex stato sovietico da parte della Russia. Aggressione che indubbiamente c’è stata, ma che non può essere destoricizzata, fornendone una lettura tanto parziale da impedire l’attivazione di qualsiasi contatto diplomatico mirato ad ottenere almeno un cessate il fuoco. Putin ha indubbiamente avvolto la guerra in un’aura propagandistica degna di quella che fu l’Unione Sovietica. Né poteva essere diversamente per un autocrate determinato a conservare ad ogni costo il suo potere, alle prese con una situazione economica tutt’altro che florida, intenzionato a restituire rilevanza a una Federazione Russa il cui tessuto sociale profondo continua a vivere nella nostalgia di un passato imperiale perduto. Anche in occidente tuttavia il vento della propaganda non ha mancato di soffiare: l’idea di una Federazione Russa sul punto di implodere, le notizie su un Putin malato e ormai prossimo alla destituzione, la rivolta degli oligarchi furiosi per il congelamento dei loro beni sono solo alcuni dei ritornelli che hanno ritmato in questo anno una comunicazione piuttosto unilaterale. Senza parlare delle previsioni che, prospettando un crollo del PIL russo 2022 del -10/20% come effetto delle sanzioni, hanno poi visto per un verso quest’ultimo fermarsi al -2,1% e per l’altro il FMI prevedere una crescita dell’economia russa per il 2023 del +0,3%. E che la propaganda non sia estranea né alla narrazione russa né a quella occidentale è apparso lampante nei due discorsi pronunciati, a poche ore di distanza, dai due protagonisti effettivi di questo conflitto: Putin e Biden. Discorsi nei quali non si è potuto cogliere neppure uno spiraglio di pace, ma solo una volontà di contrapporsi fino alla fine, perseguendo i propri obiettivi senza mediazioni. Putin non ha così escluso nemmeno l’uso delle armi nucleari: “Non le useremo mai per primi, ma se lo faranno gli Stati Uniti dobbiamo essere pronti. Nessuno deve farsi illusioni: la parità strategica non deve essere infranta”. Biden, dal canto suo, non ha lasciato spazio a interlocuzioni: “Un attacco contro uno è un attacco contro tutti” e obbliga la NATO, con una clausola che ha il carattere di un “giuramento sacro”, a intervenire contro chi aggredisce qualunque dei suoi membri. Lo scontro è servito, e finalmente senza più infingimenti. A svelarsi così è anche stato il ruolo effettivo, in tutta questa vicenda, del popolo ucraino: martoriato dall’aggressione russa e usato da un Patto Atlantico a guida USA come strumento di riposizionamento geopolitico. Il tutto senza che l’Europa abbia saputo battere un colpo che non fosse l’accettazione supina di quanto deciso da Washington “in condivisione” con gli alleati, o l’approvazione di un qualche ulteriore pacchetto di sanzioni o di invio di armi. Peraltro dimostrando una frammentazione interna che l’ha fatta sembrare, più che non a un’entità politica di primo piano, a una sorta di armata Brancaleone. Cosa che non deve essere sfuggita all’amico americano, visto che Biden è andato e venuto dagli States a Kiev senza nemmeno passare per Bruxelles, forse persino compiacendosi del fatto che, durante il suo discorso a Varsavia, tra lo sventolio di bandierine americane e polacche mancassero del tutto quelle europee.  
Pace Unione europea Propaganda Putin Famiglie con figli adolescenti Sala operativa Tastuma 'l natal