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Lunedì 27 maggio 2024

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La deontologia professionale passa attraverso le regole del noir

Il suicidio di un panettiere e una rete di armi vendute a prestanome inesistenti

La Guida - La deontologia professionale passa attraverso le regole del noir

Talvolta un genere letterario non basta a incasellare un libro. Succede per questo noir di Paolo Volpato, volto noto del TgPiemonte. Nel genere noir è importante il clima spesso torbido e misterioso. La trama del libro conduce però su aspetti che superano l’ambito dell’intrattenimento per imparentarsi con quella che genericamente si definisce attualità.

L’elemento narrativo si fonda su fatti di cronaca degli anni Novanta: il suicidio di un panettiere e una rete di armi vendute a prestanome inesistenti. Su tutto piombano le rivelazioni di un “legionario” scoprendo intrallazzi dei servizi segreti e funzionari corrotti al Palazzo di Giustizia.

Non è soltanto il versante “sporco” a interessare all’autore. Il libro appare un omaggio sincero a chi invece fa onestamente il proprio lavoro. Non possono sfuggire le ripetute affermazione sul giornalismo, l’appello alla deontologia professionale che si manifesta sia come agire corretto sia come critica secca a chi sulla notizia specula o addirittura falsifica.

Prima Luna, il giornale per cui lavora Gianni Pannardo, “scrive quello che gli altri non possono o non vogliono scrivere”. I giornalisti non sono “acrobati della notizia”, dice il direttore e poi “noi non inventiamo, facciamo un giornale”: sottigliezza spiegata dopo “non siamo qui per innescare la caccia al colpevole”.

Insomma un giornalismo che espone i fatti e non ci ricama sopra. Capace anche di tacere quando è necessario: “meglio raccontare dopo e bene, piuttosto che presto e male”. Omaggio non sperticato perché l’autore si concede frecciate ironiche, magari non del tutto frutto di fantasia.

Sul terreno della verità questo giornalismo si incontra, pur nei rispettivi spazi, con l’integrità dei funzionari del Palazzo di Giustizia. Il giornalista sa che i “dettagli non valgono come indizi, ma fanno una storia”, come il pm Silvia Matteis sa che “è attraverso gli indizi che si risale alla verità”. Ambedue cercano la verità: cambia, semmai il modo di raccontarla. Sentieri che si incrociano senza confondersi e aprono alle amare considerazioni finali sorrette però dall’integrità della propria coscienza.

Il legionario della Val di Susa

di Paolo Volpato

Edizioni del Capricorno

12 euro

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