Questo il testo della lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai ministri Patrizio Bianchi, Elena Bonetti e Fabiana Dadone, firmata da Silvio Ribero, Sara Marchisio, Sarah Numico e Annamaria Del Grosso per Scuole Aperte Cuneo.
"Egregio Presidente del Consiglio, Egregi Ministri,
ci rivolgiamo a voi come rappresentanti di Scuole Aperte Cuneo, movimento spontaneo di cui fanno parte genitori, insegnanti e studenti del territorio provinciale.
È nostro compito genitoriale tutelare l’istruzione, la formazione ed il benessere psicofisico dei nostri figli: a un anno dall’inizio della pandemia, che ha stravolto il mondo intero, stiamo toccando con mano ogni giorno le dannose ricadute a ogni livello della chiusura delle scuole sui nostri figli.
Abbiamo apprezzato la Sua decisione, Presidente Draghi, di riportare in classe i bambini più piccoli, anche in zona rossa. Ma non comprendiamo la ratio per cui non possano rientrare in presenza anche i ragazzi del secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado. E subito dopo quelli delle superiori.
La scuola come comunità educante si è completamente frantumata dopo un così lungo tempo di Dad che, se è stato un valido aiuto per superare l’emergenza, non può diventare il sostituto della scuola che permette, oltre che l’apprendimento didattico, lo sviluppo umano e relazionale dei ragazzi.
Ben noti sono ormai i dati su dispersione scolastica, patologie psico-evolutive, disuguaglianze sociali che la Dad ha portato con sé; noti sono anche i dati sul lentissimo andamento dei contagi nelle scuole.
Va anche detto, tra l’altro, che i ragazzi di seconda e terza media continuano in tantissimi casi a restare da soli in casa e doversi auto-gestire: noi genitori ogni giorno compiamo un atto di omissione di vigilanza? O non è lo Stato ad omettere ormai da tempo di adempiere alle sue responsabilità e ai suoi doveri? La Scuola, non solo a parole, deve ora diventare un servizio essenziale e garantire la frequenza in presenza di tutti i cicli di istruzione.
Se è vero che i rischi legati alla presenza sono gli assembramenti fuori dagli istituti e sui trasporti è inaccettabile che problemi logistici, noti da tempo, ma mai seriamente risolti, costringano i nostri ragazzi a rinunciare ad un loro diritto fondamentale.
Sabato 10 aprile saremo a Roma anche noi alla manifestazione nazionale indetta dalla Rete Nazionale «Scuola in presenza» per richiamare il Paese tutto alla responsabilità verso le giovani generazioni.
RingraziandoVi per l’attenzione, porgiamo distinti saluti”.