La Guida - L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

Giovedì 13 giugno 2024

Accedi a LaGuida.it per leggere il giornale completo.

Non hai un accesso? Abbonati facilmente qui.

Cascinale per la produzione di marijuana, nei guai tre persone

Maxisequestro di droga, una serra realizzata da professionisti, un palo della luce per alimentare gli impianti: i poliziotti cuneesi sono partiti dal consumo crescente in città

La Guida - Cascinale per la produzione di marijuana, nei guai tre persone

Cuneo – La maggiore diffusione della marijuana, soprattutto tra i giovani, nei mesi scorsi aveva messo in allarme i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Cuneo, che hanno svolto indagini fino a risalire a una “centrale di produzione” strutturata e nascosta, gestita in modo attento e “professionale”: oltre al maxisequestro di 47 chili di marijuana già pronta per lo spaccio, 225 piante e materiale per la coltivazione, sono due le persone arrestate e una terza coindagata, per produzione e detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio.
La coltivazione veniva svolta in un casolare sperduto tra le colline di Canelli: un’area isolata, protetta dalla vegetazione, con una cascina su due piani che all’esterno non destava alcun sospetto. All’interno, gli impianti erano stati allestiti in modo decisamente professionale: l’acqua piovana veniva convogliata all’interno, l’energia elettrica veniva “prelevata” da un palo nei pressi, e in più dall’interno non fuoriusciva alcun odore. Era stato infatti allestito un impianto di ventilazione forzata dotato di filtri a carboni attivi, affinché il “profumo” delle tante piante non potesse essere percepito nei dintorni. E poi le forti lampade per la coltivazione al chiuso, l’irrigazione, i deumidificatori, in un impianto realizzato da professionisti con materiale di alta qualità, compresi i trasformatori per la corrente elettrica: la potenza assorbita arrivava intorno ai 25 kilowatt, grazie a cavi “tirati” dal palo (tanto che i tre sono stati indagati anche per furto di energia elettrica), azzerando quei “costi di produzione” per il terzetto.
Gruppo che, comunque, si occupava esclusivamente della coltivazione: nelle perquisizioni non sono stati rintracciati bilancini o materiale di confezionamento, né denaro provento di spaccio, segno che erano altri i soggetti “a valle” per la distribuzione dello stupefacente.
I poliziotti cuneesi hanno condotto lunghi appostamenti per ricostruire la situazione, anche nei dintorni del casolare: uno di loro, durante un controllo notturno, si è trovato di fronte a un cinghiale, nelle campagne su quella collina.
Uno dei due arrestati è stato sorpreso durante il blitz nel casolare, a fine ottobre, all’alba: si trattava del custode, Dode Halilaj, 28enne albanese senza precedenti, giunto in Italia a inizio luglio con un visto. Al piano terreno le 225 piante in avanzato stato vegetativo, al primo piano altrettante in essiccazione.
Circa due settimane dopo, è stato effettato il secondo arresto: Besmir Luzaku, 30enne albanese (con precedenti, ma non per droga), era nell’affittacamere di Cavallerleone dove dimorava da tempo e in auto aveva già le valigie pronte per tornare in Albania. Entrambi sono stati portati in carcere. Un 41enne albanese domiciliato a Cuneo ha subito una perquisizione domiciliare e risulta coindagato: raggiungeva abitualmente il connazionale a Cavallerleone per poi spostarsi insieme a Canelli e occuparsi della coltivazione. Queste persone si spostavano con molta circospezione e si curavano di non lasciare tracce della loro attività, come sottolinea il dirigente della Mobile cuneese Pietro Nen, che era esclusivamente incentrata sulla produzione di marijuana mentre i passaggi successivi erano in mano ad altri soggetti.
Considerando il ciclo vegetativo della cannabis (tre-quattro mesi) la banda era in grado di produrre decine di chili di marijuana in un anno, tutta droga destinata alle “piazze” del cuneese e dell’astigiano. E considerando un costo al dettaglio di dieci euro al grammo per la marijuana, l’ingente quantitativo recuperato avrebbe fruttato circa mezzo milione di euro: si tratta di uno dei sequestri più significativi effettuati finora dalla Questura cuneese. Inoltre l’operazione si inserisce in un contesto di forte attenzione della Polizia nell’azione di prevenzione e repressione dei reati: negli ultimi due mesi sono circa venti le persone arrestate dai poliziotti cuneesi in diverse operazioni.

 

 

 

 

La Guida - testata d’informazione in Cuneo e provincia

Direttore responsabile Ezio Bernardi / Editrice LGEditoriale s.r.l. / Concessionaria per la pubblicità Media L.G. s.r.l.

Sede legale: via Antonio Bono, 5 - 12100 Cuneo / 0171 447111 / info@laguida.it / C.F. e P.IVA: 03505070049
Aut. Tribunale di Cuneo del 31-05-1948 n.12. Iscrizione ROC n. 23765 del 26-08-2013

La Guida percepisce i contributi pubblici all’editoria previsti dalle leggi nazionali e regionali.
La Guida, tramite la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Privacy Policy Amministrazione trasparente