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Mercoledì 17 luglio 2024

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Botta e risposta sul sistema delle nomine in Fondazione CrC

Gabriele Campora di Mondovì doveva sedersi nel consiglio generale ma è stato respinto, la Fondazione spiega i meccanismi di selezione

La Guida - Botta e risposta sul sistema delle nomine in Fondazione CrC

Cuneo – Botta e risposta tra Gabriele Campora di Mondovì e la Fondazione CrCuneo, attraverso lettere e comunicati stampa. La vicenda si riferisce alla composizione e alla mancata nomina del consiglio generale della Fondazione. Il sindaco di Mondovì Paolo Adriano aveva indicato Gabriele Campora, 48 anni, consulente assicurativo e finanziario, suo ex capo di gabinetto, nel consiglio generale della Fondazione Crc al posto di Ezio Raviola, passato nel cda e vivepresidente. Ma la Commissione nomine della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo in estate ha respinto la nomina che avrebbe dovuto essere confermata dallo stesso Consiglio. Ha inviato una lettera al sindaco dicendo che Campora, non avrebbe potuto sedersi al tavolo dei 23 consiglieri della Fondazione cuneese, perché risultato non essere in possesso dei requisiti richiesti dallo Statuto e dai regolamenti. La lettera invitava anche il sindaco a ripresentare una nuova nomina. Uno stop mai successo nella storia della Fondazione.  Intanto la scorsa settimana Daniela Bosia, professore ordinario di Tecnologia dell’Architettura e Vice-Direttore del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, è stata nominata consigliera generale nel posto che inizialmente doveva essere di Campora. Proprio Campora ha deciso di scrivere e la Fondazione poco fa ha risposto al professionista monregalese. Riportiamo la lettera di Campora e la risposta della Fondazione.

Si conclude, con la nomina della professoressa Daniela Bosia, cui faccio i migliori auguri di buon lavoro, la vicenda che ha visto il sottoscritto al centro di uno scontro istituzionale fra la Fondazione Crc e il Comune di Mondovì. Dopo profonda riflessione, sono giunto alla conclusione che non sia utile intraprendere azioni legali.
Poco conta l’essere certo di possedere i requisiti necessari per la nomina, di fronte a una prova di forza così sproporzionata come quella messa in campo dai vertici della Fondazione Crc.

Non è opportuno che una questione di principio così importante possa essere rappresentata come un mio capriccio (o peggio ancora come la ricerca di una poltrona). Mi faccio da parte, quindi, per sgombrare il campo da qualsiasi lettura di ambizione personale.
Resta però, evidentissima, la gravità di quanto accaduto. Già con le modifiche statutarie del 2018, al motto di “fuori la politica dalle Fondazioni bancarie”, è stata di molto ridotta la rappresentatività delle Amministrazioni comunali (unici organi eletti direttamente dai cittadini a poter esprimere nomine per il Consiglio della Fondazione).
La bocciatura senza appello della nomina legittimamente presentata dal Comune di Mondovì va un passo oltre, creando un precedente che lancia un chiaro segnale: “le Amministrazioni comunali possono nominare i loro rappresentanti di fiducia, purché siano graditi ai vertici della Fondazione”.

D’altra parte, è sufficiente uno sguardo alla composizione del nuovo Consiglio in rapporto a quello precedente, con la permanenza in carica di buona parte dei vecchi componenti, nominati nel 2020 da Enti completamente diversi da quelli che li avevano nominati nel 2016, per comprendere quanto sia accurato il lavoro dei vertici della Fondazione per indirizzare le scelte e garantirsi la continuità.
Se si considera poi il ruolo sempre più ingombrante che la Fondazione ambisce a mettere in campo nella pianificazione strategica per la nostra Provincia, o se si volge lo sguardo verso le associazioni politico-culturali gestite direttamente o indirettamente dalle persone che gestiscono la Fondazione stessa, è evidente il tentativo di sostituirsi agli organi politici eletti dai Cittadini.ì
Purtroppo, è probabile che l’episodio che ha coinvolto l’Amministrazione di Mondovì e il sottoscritto diverrà un monito e un precedente per tutti, un’esortazione a non mettersi contro un sistema di potere apparentemente inscalfibile, che oltretutto ha in mano la leva delle erogazioni.
La mancanza di reazioni e prese di posizione pubbliche nel mondo politico provinciale a questa vicenda sono sintomatiche di un generale disinteresse, forse dettato anche dall’incapacità di proporre percorsi alternativi, per un tema così importante e delicato.
Non resta che cominciare a impegnarsi per il 2024, con la speranza di poter individuare un Presidente della Fondazione Crc finalmente di area Monregalese e un Consiglio generale completamente rinnovato, in grado di riportare la Fondazione Crc a essere strumento del territorio e non viceversa.ì

In chiusura, ringrazio particolarmente il Sindaco di Mondovì, Paolo Adriano, e i Consiglieri comunali del “Patto Civico” per la fiducia accordatami nel proporre e sostenere la mia candidatura. ì
Ringrazio anche i tanti che mi hanno manifestato la loro vicinanza e solidarietà, spronandomi a continuare la battaglia. So di essere in buona compagnia e so che insieme, costantemente e con fatica, continueremo a lavorare per riportare la Politica al servizio di tutti i Cittadini.
Gabriele Campora

Oggi la risposta della Fondazione CrC.

Siamo venuti a conoscenza dai giornali, in questi giorni, della lettera con cui Gabriele Campora, designato dal Comune di Mondovì nel mese di giugno come rappresentante per l’area monregalese nel Consiglio Generale della Fondazione CRC, sostiene di non essere stato nominato nonostante fosse in possesso dei requisiti richiesti.
Con tutto il rispetto per le persone coinvolte in questa vicenda, vogliamo segnalare che questa affermazione non corrisponde al vero: la Fondazione ha verificato a fondo il possesso da parte di Campora dei requisiti necessari per la nomina − indicati dallo Statuto e dai Regolamenti interni − in sedute della Commissione di valutazione per le nomine e del Consiglio Generale, avvalendosi anche del parere di uno studio legale. In tutte queste occasioni è stata rilevata all’unanimità la mancanza dei suddetti requisiti.
A fronte di questa evidenza, come previsto dallo Statuto, è stato poi attivato un bando pubblico finalizzato alla selezione di un Consigliere Generale per l’area monregalese. Questa procedura, che rappresenta il metodo più trasparente a disposizione di tutti i cittadini, ha permesso di individuare un profilo di grande prestigio e con una profonda conoscenza del territorio. Siamo lieti che, a conclusione della vicenda, il valore della persona nominata sia riconosciuto da tutti.

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