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Venerdì 14 dicembre 2018

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La Prefettura sul Tenda: “Non sono previste chiusure”

I francesi però premono per la demolizione del muro pericolante in Valle Roya

Muro del Colle di Tenda

Nizza – Georges-François Leclerc, prefetto delle Alpi Marittime, alla Cig (Conferenza intergovernativa italo-francese) che si è svolta ieri (18 maggio), a Nizza, ha smentito la prossima chiusura della strada del Colle di Tenda. Parole che rasserenano sindaci, amministratori, commercianti, turisti e pendolari delle valli Roya e Vermenagna, allarmati per l’ennesimo stop dei collegamenti. Resta il fatto che presto si dovrà intervenire sul muro del tornante realizzato sul versante Valle Roya. Anas afferma che non ci sono problemi per la sicurezza, ma i tecnici francesi sono preoccupati per la stabilità del manufatto che incombe sulla dipartimentale.
Il muro dovrà essere abbattuto e ricostruito. Un’operazione che difficilmente si potrà compiere senza interrompere il transito veicolare. Anas ha dato ordine a Fincosit di fare i lavori, ma la ditta, entro il 30 maggio, deve sgomberare il cantiere secondo quanto previsto dalla rescissione del contratto a causa di “gravi inadempienze”.
Tra queste la mancata rimozione delle anidriti depositate sul versante francese. Queste rocce contenenti solfati devono essere smaltite e trattate in un centro ad Asti. Se il trasferimento del materiale intimato all’impresa romana non sarà eseguito vi provvederà Anas con la copertura dei due depositi e la raccolta e il trattamento delle acque reflue.
Anas, nella riunione, ha comunicato che l’Edilmaco di Torino seconda classificata alla gara d’appalto – si presentò in Rti con il fallito Consorzio stabile Italtunnel – avrebbe espresso “notevole interesse” alla procedura di subentro per concludere l’opera.
Per Anas, i lavori del Tenda bis saranno riassegnati a settembre. Un’ipotesi che dipenderà dal Tar del Piemonte, al quale Fincosit ha presentato ricorso con una richiesta di sospensiva della rescissione contrattuale. Se il Tribunale amministrativo la respingerà, le operazioni potranno andare avanti. In caso contrario comincerà una lunga battaglia legale che rimanderà la ripresa dei lavori.

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