Scafista marocchino ricercato, arrestato dalla Polizia a Levaldigi
05 gennaio 2017
Cuneo
Levaldigi - Stava accompagnando la sorella in partenza per Casablanca dall’aeroporto cuneese, ma ai controlli (rafforzati ulteriormente negli ultimi periodi) è risultato che si trattava di un presunto scafista, responsabile di uno sbarco avvenuto a Catania lo scorso maggio con 884 migranti dalle coste libiche, ricercato insieme ad altri quindici stranieri per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. È così scattato l’arresto per Aziz El Hajjaoui, marocchino 36enne: l’uomo era apparso nervoso, quando è scattato il controllo, e dalle banche dati di foto e impronte digitali è emerso che aveva diversi “alias” (nomi finti), che era ricercato e che su di lui pendeva un ordine di esecuzione di misura cautelare personale del Tribunale di Catania. La Polizia della città etnea, infatti, aveva ricostruito il viaggio di quei migranti dai Paesi d’origine alla Libia, nelle località di Zuara e Sabratah: lì erano rimasti 30-45 giorni, sorvegliati da trafficanti, e avevano pagato una somma tra i 500 e 1.000 euro ciascuno per la traversata. Il ricercato è stato portato in carcere a Cuneo.“Le misure aggiuntive attivate - spiega Martino Santacroce, dirigente della Polizia di frontiera cuneese - prevedono un controllo capillare da parte della Polizia già all’arrivo presso lo scalo aereo e consentono di identificare chi vuole entrare. Abbiamo disposto inoltre l’incremento dei controlli anche ai valichi terrestri e ferroviari, con unità mobili per contrastare l’immigrazione clandestina, individuare documenti falsi e cercare persone latitanti”.