sanità

“Facciamo del nostro polo ambulatoriale di Sanfront, un’alternativa ai lunghi spostamenti”

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Il presidente della Fondazione Casa di riposo di Sanfront scrive all'Asl Cn1 e mette a disposizione i locali della struttura

Gualtiero Bertola 05 novembre 2026

Sanfront

Dopo le denunce della grave situazione che stanno vivendo i cittadini delle Valli Po e Infernotto, costretti a rivolgersi alla Casa della Comunità di Verzuolo a causa della mancanza di medici di medicina generale nei comuni del territorio, la proposta per una possibile soluzione arriva da Silvio Ferrato, presidente della Fondazione Casa di riposo di Sanfront. "Pur pienamente consapevoli della cronica e oggettiva carenza di medici di medicina generale - scrive Ferrato in una comunicazione inviata ai vertici dell'Asl Cn1 -, lo spostamento fisico dei pazienti fragili o della terza età verso la pianura non deve configurarsi come l'unica via d'uscita, ma si deve cooperare per ottimizzare le risorse logistiche e tecnologiche esistenti”.

A chi richiede l'attivazione della telemedicina e la necessità di individuare locali idonei per i servizi di prossimità vorrei sottolineare che a Sanfront non c'è bisogno di cercare: qui il polo ambulatoriale è già interamente realizzato, moderno, sicuro, cablato e pronto all'uso e lo mettiamo a disposizione dell'Asl” scrive Ferrato.

Per non disperdere questo investimento locale e per mitigare i disagi di trasporto della popolazione, Ferrato modula due proposte esclusivamente tecniche e organizzative: un "presidio satellite" ad accesso programmato e postazioni di telemedicina e teleconsulto.

"Chiediamo - continua Ferrato -, di valutare l'utilizzo dei nostri locali per una presenza medica a rotazione, anche parziale o settimanale, affidata ai medici incardinati nelle Case di Comunità o tramite il servizio di continuità assistenziale; questo eviterebbe la congestione logistica dello spostamento di massa dei pazienti, concentrando l'efficienza oraria del medico in un polo già attrezzato. Se i medici, per ragioni strutturali, non possono essere fisicamente presenti ogni giorno, applichiamo un modello realmente innovativo: facciamo viaggiare i dati e non le persone. Chiediamo l'attivazione di postazioni di telemedicina e teleconsulto collegate con i presidi di Saluzzo e Verzuolo all'interno dei nostri spazi. La nostra struttura è pronta a supportare l'infrastruttura tecnologica e organizzativa per gestire la ricettazione e i consulti minori a distanza, garantendo al contempo il mantenimento essenziale dei servizi infermieristici in loco, come il punto prelievi del martedì. Le nostre sono proposte per trasformare un momento di oggettiva criticità in un modello d'eccellenza gestionale per le aree montane e per comprendere che l'unione tra le nuove strutture di pianura e i presidi fisici già pronti in quota rappresenta la reale chiave per una sanità efficiente”.

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