La grave carenza di medici di assistenza primaria che sta interessando il territorio delle valli Po e Infernotto sta sollevando profonde preoccupazioni e forti disagi tra la popolazione locale. Di fronte all'impossibilità di effettuare la scelta del medico di famiglia, l'Azienda Sanitaria Locale ha disposto che i residenti privi di copertura si rivolgano temporaneamente alle Case di Comunità. Una misura d'emergenza che, tuttavia, sta scaricando interamente il peso organizzativo ed economico sulle spalle dei cittadini, in particolare della fascia più anziana della comunità. Molti anziani, spesso privi di un'autonoma mobilità o di familiari in grado di assisterli costantemente, si trovano ora nella condizione di dover percorrere fino a quaranta chilometri tra andata e ritorno per sbrigare pratiche sanitarie basilari e ottenere la necessaria documentazione clinica. Nello specifico, per i residenti nei Comuni di Barge e Bagnolo Piemonte il punto di riferimento è la struttura di Saluzzo, mentre per gli abitanti di Crissolo, Envie, Gambasca, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Paesana, Revello, Rifreddo e Sanfront l'accesso è previsto presso la Casa di Comunità di Verzuolo. I residenti denunciano una situazione di isolamento che rischia di compromettere il diritto alla salute nelle aree montane e periferiche, dove i collegamenti con i presidi sanitari sono già complessi e limitati. L'orario di accesso fissato nei giorni feriali non basta a lenire le difficoltà di chi deve affrontare spostamenti così lunghi su strade spesso disagevoli. Mentre il Distretto sanitario rassicura sul massimo impegno profuso per trovare una soluzione definitiva, la popolazione chiede interventi tempestivi per evitare che il diritto all'assistenza medica si trasformi in un privilegio irraggiungibile per le fasce più deboli e vulnerabili del territorio.