sanità

Valli Po, Bronda e Infernotto senza medici, chiesto un tavolo operativo con Regione, Asl Cn1 e sindaci

Generazione audio in corso...

Tra le ipotesi da valutare c'è l'attivazione di una Casa della Comunità itinerante. Interrogazione urgente del consigliere regionale Claudio Sacchetto

Monica Arnaudo 05 novembre 2026

Verzuolo

Dopo le proteste sollevate dai cittadini e dalle amministrazioni locali, anche la politica si muove per chiedere un rafforzamento della medicina territoriale.

Il consigliere regionale Claudio Sacchetto (FdI) ha presentato un'interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale per affrontare le criticità legate alla carenza di medici di medicina generale nelle Valli Po, Bronda e Infernotto, richiedendo l'attivazione di un tavolo operativo tra Regione, Asl Cn1 e amministrazioni comunali, come proposto dai primi cittadini. La risposta della Giunta regionale dovrebbe arrivare nella seduta del 10 novembre del Consiglio regionale.

Il tema è stato portato all'attenzione del territorio attraverso il comunicato congiunto sottoscritto dai sindaci dei Comuni delle Valli Po, Bronda e Infernotto, che hanno evidenziato le difficoltà delle rispettive comunità, manifestando piena disponibilità a collaborare con l'Asl e la Regione, anche mettendo a disposizione locali e supporto logistico. Per tamponare l'emergenza, nell'attesa di individuare medici disponibili a coprire gli incarichi vacanti, è stata temporaneamente attivata la possibilità di accedere alle Case della Comunità di Saluzzo e Verzuolo, una soluzione che sta creando non pochi disagi, in particolare per la fascia di popolazione più anziana e fragile costretta a spostarsi anche di 80 km per una visita.

Tra le ipotetiche soluzioni si parla di una Casa della Comunità itinerante, attraverso una diversa distribuzione territoriale di alcuni turni medici attualmente concentrati nelle sedi di Saluzzo e Verzuolo, prevedendo presenze periodiche anche nei Comuni della media e alta Valle Po e dell'Infernotto. Una soluzione che la direzione dell'Asl Cn1 deve valutare, soprattutto in base alla disponibilità di personale e dell'organizzazione dei servizi.

“L'obiettivo non è mettere in discussione quanto è stato fatto - dice il consigliere Sacchetto -, ma valorizzarlo e individuare ulteriori possibilità organizzative. Credo sia utile riunire attorno allo stesso tavolo l'assessore Riboldi con la sua struttura, la direzione dell'Asl Cn1, il Distretto di Saluzzo e i sindaci del territorio, veri e propri baluardi istituzionali e operativi. La montagna presenta caratteristiche geografiche e demografiche specifiche e richiede un'attenzione particolare nell'organizzazione dei servizi; portare, dove possibile, una parte dell'assistenza più vicino ai cittadini significa dare una risposta concreta soprattutto agli anziani e alle persone più fragili. Sono convinto che, attraverso il confronto e la collaborazione tra tutti i livelli istituzionali, sia possibile migliorare ulteriormente la risposta sanitaria territoriale. Nella seduta di martedì 10 novembre avremo la risposta all’interrogazione depositata grazie all’intervento dei sindaci del territorio.”



Medici di famiglia case di comunità Valle Po Valle bronda valle infernotto