Quaranta permessi di soggiorno rilasciati a persone vittime di sfruttamento lavorativo. È il dato che, al 31 luglio 2026, colloca Cuneo al terzo posto in Italia per numero di nuovi permessi ex articolo 18 ter, dopo Prato e Verona. Un numero che racconta la presenza del fenomeno sul territorio, ma anche il lavoro che viene fatto per farlo emergere.
Cuneo entra ora nella sperimentazione nazionale promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da Anci e Fondazione Cittalia, dedicata all’emersione dello sfruttamento lavorativo e alla presa in carico delle vittime. Il Comune è infatti uno dei dieci Comuni italiani individuati per partecipare al progetto “Emersione dello sfruttamento lavorativo e presa in carico delle vittime: la sperimentazione nazionale di ANCI con i Comuni della rete SAI”.
Il primo tavolo di azione locale si è svolto questa mattina (mercoledì 23 settembre) nel Salone d’Onore del Comune di Cuneo, riunendo attorno allo stesso tavolo i diversi soggetti che, a vario titolo, intervengono sul fenomeno. L’obiettivo della sperimentazione è proprio quello di mettere in rete le esperienze già presenti sul territorio e costruire un modello di intervento che possa poi essere replicato anche a livello nazionale.
“Molto importante per noi essere stati inseriti in questa sperimentazione, a cui aderiamo forti di una esperienza di lungo periodo sul fronte accoglienza, penso al SAI, e anche di una specifica attenzione allo sfruttamento lavorativo, essendo il nostro territorio interessato da una produzione ortofrutticola importante e il conseguente arrivo di un numero cospicuo di lavoratori stagionali” ha detto la sindaca Patrizia Manassero aprendo i lavori.
Il fenomeno riguarda infatti in modo particolare un territorio come quello cuneese, caratterizzato da una significativa produzione agricola e dall’arrivo ogni anno di numerosi lavoratori stagionali.
I dati sui permessi ex 18 ter parlano di 657 nuovi permessi rilasciati complessivamente dalle Questure italiane al 31 luglio, oltre a 78 rinnovi e 124 conversioni in permessi di soggiorno per lavoro subordinato. Prato è prima per nuovi rilasci, con 47 permessi, seguita da Verona con 41 e Cuneo con 40. Seguono Padova e Rovigo con 32 e Catania con 30.
La presenza di Cuneo nelle prime posizioni può essere letta come segnale della capacità del territorio di far emergere situazioni che altrimenti rischierebbero di rimanere sommerse. Restano, invece, alcune regioni italiane completamente assenti dai dati, pur non essendo esonerate dal fenomeno.
“Il permesso di soggiorno ex 18 ter è uno degli strumenti utili per combattere il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, in agricoltura ma non solo – ha spiegato Barbara Siclari, dirigente della Divisione Politiche migratorie del Ministero del Lavoro -. Il legislatore ha introdotto risorse, 800.000€ l’anno, specifiche per percorsi di inserimento socio lavorativo. Con queste risorse finanziamo questa sperimentazione biennale. Per noi la collaborazione con il progetto SAI, gli enti locali e del territorio rappresenta l’opportunità di utilizzare un modello di accoglienza integrata che già funziona, con caratteristiche di prossimità e capillarità”.
Insieme a Cuneo, la sperimentazione coinvolge Catania, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Prato, Ravenna e Treviso. A livello locale il progetto partirà con un numero contenuto di persone prese in carico, una decina, proprio per consentire di sperimentare il modello organizzativo.
“L’azione sperimentale che porteremo avanti sarà di inserimenti socio-lavorativi delle vittime individuate, in seconda battuta attiveremo servizi complementari, come abitazione e mediazione. L’obiettivo è creare una rete territoriale, seguita da Cittalia e Anci, con il Comune promotore. Partiremo per ora con un numero di beneficiari basso, proprio perché si tratta di una sperimentazione, ma quello che ci interessa è creare la struttura del modello organizzativo”, ha spiegato Gabriele Guazzo di Fondazione Cittalia.
Il percorso prevede interventi personalizzati per i titolari di permesso di soggiorno ex articolo 18 ter, con l’obiettivo di favorire autonomia e inclusione. Tra le azioni previste l’orientamento professionale, la formazione e la riqualificazione, l’accompagnamento all’inserimento lavorativo e i servizi di supporto all’integrazione sociale. Per realizzare il progetto è previsto un finanziamento fino a 160.000 €, attraverso il Fondo nazionale per le politiche migratorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Sul fronte giudiziario, il tema dello sfruttamento trova riscontro anche nel lavoro della Procura della Repubblica di Cuneo. “Come Procura della Repubblica abbiamo aperti 37 procedimenti per sfruttamento – ha spiegato il procuratore capo di Cuneo Onelio Dodero -. Siamo un territorio molto ricco ma che spesso si dimentica di chi porta la ricchezza: gli stagionali che vengono a lavorare nelle aziende agricole. In questi 37 procedimenti abbiamo lavoratori che vengono sfruttati, non solo dai caporali, ma anche a volte dagli imprenditori. Esistono imprenditori virtuosi, ma non solo. Intercettare è l’inizio del percorso, il primo passo per instaurare il procedimento penale e poi avviare il 18 ter. La vittima deve essere adeguatamente intercettata e non è facile perché parliamo di persone che molto spesso non hanno coscienza di essere sfruttate”.
