È stato condannato a 11 anni di reclusione Massimiliano Mulas, il 46enne sardo accusato di violenza ai danni di due minorenni, per i fatti accaduti a Savigliano nell’ottobre del 2025. L’uomo era accusato di violenza sessuale e rapina ai danni di una ragazzina di undici anni e di violenza privata aggravata a una 14enne. In entrambi i casi l’uomo, che in quel periodo risiedeva in provincia di Cuneo, si era presentato alle due giovani come un poliziotto in servizio che doveva eseguire un controllo. Nel primo caso si era introdotto all’interno di un condominio, costringendo la ragazzina a seguirlo in cantina e a subire atti sessuali, sottraendole poi dei soldi; violenza sessuale aggravata e rapina l’accusa mossa dal pubblico ministero. L’altra giovane riuscì a sottrarsi all’uomo che l’aveva seguita per strada, molestandola e impedendole di raggiungere casa; in questo caso per Mulas l’accusa era di violenza privata aggravata. Questi due episodi si verificarono dopo un’altra aggressione avvenuta circa un anno dopo a Mestre, quando l’uomo si rese responsabile di violenza sessuale ai danni di un’altra ragazzina, reato per il quale il tribunale di Venezia lo ha già condannato a 14 anni di reclusione. Oltre a queste due condanne a carico di Mulas sono ancora pendenti altri procedimenti sempre della stessa natura a Torino, Cuneo, Padova e Venezia. L’uomo, che durante il processo davanti al Giudice dell’udienza preliminare di Venezia aveva dichiarato di essere vittima di raptus incontrollabili e di aver deciso di fare ricorso a uno psicanalista, è stato giudicato capace di intendere e volere; nella sua sentenza il Gup di Cuneo ha riconosciuto l’imputato colpevole dei reati ascrittigli con le aggravanti e la recidiva specifica reiterata, disponendo nei suoi confronti la misura di sicurezza da applicare una volta scontata la pena.