cronaca

Aveva aggredito un ragazzo dopo una rissa

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I fatti avvenuti a Saluzzo nel luglio del 2023

Camilla Pallavicino 11 settembre 2026

Saluzzo

Una violenta aggressione sotto casa a Saluzzo che gli costò una prognosi di 50 giorni per la rottura della mandibola sinistra e varie altre contusioni solo per aver difeso il cugino nel corso di una rissa scoppiata qualche settimana prima in un bar alla periferia della città; è questo il racconto che la giovane vittima dell’aggressione avvenuta sotto casa sua il 17 luglio del 2023, ha riferito alla giudice nell’udienza che si è svolta al tribunale di Cuneo in cui è imputato uno dei due aggressori, G.R. giovane di origine albanese, dato che l’altro ragazzo A.S., anch’esso albanese e all’epoca dei fatti 17enne, è stato giudicato dal tribunale dei minori di Torino. La vittima all’epoca dei fatti 19enne era appena uscito dalla palestra e tornava a casa in monopattino quando venne raggiunto e avvicinato dalla Fiat Punto guidata da G.R. su cui si trovava anche A.S., “ scese e mi disse se mi ricordavo dello schiaffo che gli avevo dato durante quella rissa per separarlo da mio cugino, mi disse se pensavo di fare il furbo e minacciò di picchiarmi. Presi il monopattino e scappai a casa”. Arrivato davanti al portone però i due lo raggiunsero prima che potesse entrare in casa e lo aggredirono, “A.S. mi tirò tre pugni in pieno volto con un tirapugni, caddi a terra persi i sensi per qualche secondo e quando ho riaperto gli occhi c’era anche l’altro che mi picchiava a calci e pugni, aveva una pistola in mano. Mi dissero che se avessi parlato ci sarebbe andata di mezzo la mia famiglia”. Il giovane però vista la gravità delle sue condizioni fisiche chiamò subito i carabinieri e il 118. In ospedale venne operato d’urgenza e per un mese potè assumere solo cibi liquidi a causa dei fili e delle placche inseriti dai medici per ricostruire la mandibola. Agli iniziali trenta giorni di prognosi se ne aggiunsero altri 20 per completare la guarigione. In aula il comandante della stazione dei carabinieri di Saluzzo ha ripercorso le indagini svolte per arrivare all’individuazione di G.R. che la vittima non conosceva di persona ma che riconobbe nel fascicolo fotografico che gli venne mostrato dai carabinieri. Le immagini delle telecamere stradale mostrarono l’auto dell’imputato nelle zone riferite dalla vittima e in un orario compatibile con quello dell’aggressione avvenuta introno alle dieci di sera. Dalla targa gli inquirenti risalirono all’intestataria del veicolo, la madre della compagna dell’imputato. La perquisizione a casa sua diede esito negativo; una pistola giocattolo venne invece ritrovata a casa di A.S. insieme a 12 grammi di sostanza stupefacente. L’udienza è stata rinviata per ascoltare i testi della difesa al 14 ottobre.