Ci sono date che non si misurano dal vocio delle feste o dal susseguirsi degli eventi in programma, ma dal vuoto colmo di rispetto che lasciano. Il 4 agosto porta con sé la silenziosa memoria di “Giuan del Cap”, al secolo Giovanni Genre, nel giorno del suo compleanno, il secondo vissuto senza la sua presenza fisica tra le sue amate montagne.
Nessuno aveva investito nel turismo dello sci come lui.
Per anni questo giorno è stato un appuntamento fisso e solenne. “Giuan” festeggiava a Pian Regina circondato dall'affetto dei suoi cari e dalla fratellanza degli Alpini, accompagnando il momento di festa con un rito profondo: la deposizione di due corone d'alloro nei luoghi simbolo del suo percorso. Una tradizione d'amore e memoria che la famiglia di Giovanni ha voluto portare avanti con determinazione, ripercorrendo esattamente i passi del papà.
Anche quest'anno le due corone d'alloro sono state deposte con la stessa devozione di sempre. La prima al cippo di Pian Regina, ai piedi del monumento che “Giuan” stesso aveva pensato e realizzato. La seconda alla chiesa di San Salübert, nell’omonima borgata natia, un luogo d'anime e di pietra nato dalle sue stesse mani con il sostegno generoso della zia Vittoria Genre, e sulla cui facciata le due lapidi commemorative continuano a custodirne la storia.
Le festività e gli appuntamenti del periodo fanno soltanto da corollario. Il vero cuore di questa giornata resta il legame indissolubile tra un uomo, la sua terra e una famiglia che continua a mantenerne vivi l'esempio e i valori.
