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La Guida, ottant'anni di informazione a Cuneo

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Occasione di festa, di rilettura di una lunga stagione di libertà, di riflessione sul giornalismo di oggi e di domani

Massimiliano Cavallo 03 ottobre 2026

Cuneo

La Guida in festa. Così abiamo intitolato l’evento in occasione degli 80 anni di pubblicazione del nostro giornale, che si terrà giovedì 8 ottobre, alle 17, al Teatro Toselli. Non è un’autocelebrazione, ma una festa collettiva che vuole ricordare volti, storie e radici che dal passato guardano al futuro di un territorio - la città e la provincia di Cuneo - che in questi 80 anni si è trasformato in tutti i settori della vita sociale, economica, culturale, religiosa e politica.

La Guida ha un passato, che è la sua storia, dalle origini nel 1945 fino a oggi. Nasce come un servizio alla verità dopo la devastazione materiale e morale della guerra e della dittatura, ispirato alla dottrina sociale cattolica ma non confessionale. Un servizio da esercitare offrendo punti di riferimento e aprendo canali di confronto per costruire comunità su valori di condivisione, libera partecipazione di tutti, apertura a tutto ciò che vive e accade, senza preclusioni ideologiche, culturali o politiche.

Con questi principi La Guida ha attraversato le diverse stagioni della nostra storia.

La Guida ha un presente, che è quello che leggete oggi: un prodotto editoriale di ingegno collettivo, dove tanti, ognuno con i propri compiti, partecipano a una comunità di lavoro, di presenza e di attenzione alla nostra realtà ecclesiale e sociale. Alla carta abbiamo aggiunto il digitale, il quotidiano online e la presenza sui social, frutto dei cambiamenti sociali, culturali e tecnologici degli ultimi anni e decenni, ma sempre in continuità con i suoi riferimenti fondativi.

La Guida ha un futuro che è tutto da scrivere, fatto da chi accetta senza paure o complessi di inferiorità la sfida del mondo digitale e dell’intelligenza artificiale in cui stiamo navigando. Ci sono rischi, certo, ma anche grandi opportunità, se sappiamo essere spazio plurale di incontro e confronto.

In tutte queste fasi restano le costanti di fondo: l’ispirazione ai valori di sempre, l’attenzione a tutto ciò che accade intorno a noi, la volontà di informare per costruire relazioni e comunità. È cambiato tutto nel modo di confezionare il giornale, sono cambiate le tecniche e il linguaggio; non è cambiato soltanto il nostro modo di fare giornalismo.

E qual è questo modo?

Lo esprimo con un paragone: come l’acquedotto garantisce che al rubinetto di casa non arrivi mai acqua inquinata, il nostro modo di fare giornalismo deve e vuole garantire che non arrivi ai nostri lettori un’informazione inquinata o manipolata, che possa avvelenare le coscienze e le comunità.

Il desiderio di informazione, di sentirsi investiti dei problemi di tutti e di dare voce a chi ne ha meno, rimane per noi lo stesso del 1945.

Tutto quello che accade non può non interessarci, perché vogliamo essere voce libera di una comunità diocesana e, insieme, di una città e di una provincia grande, bella e composita come la nostra.

Un’informazione seria, responsabile, di qualità, che rispetta e non cerca lo scandalo, che cerca di andare a fondo delle cose, che non vuole semplificare ma parlare con chiarezza raccontando la complessità dell’oggi; e soprattutto che non cede alle contrapposte divisioni, ma che vive di relazione e di ricerca appassionata, nella speranza di contribuire, di settimana in settimana, a una comunità un po’ migliore perché più informata e consapevole.

È ancora questo il servizio alla verità - in questo momento più importante che in passato - che La Guida svolge oggi e, ne sono certo, svolgerà in futuro.

La Guida 80 anni Informazione

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