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15 luglio 2026

cronaca

Morì dopo una fuga di gas, condanna a un anno per l’idraulico che fece i controlli

Il 75enne Renato Bocchiola morì per le ferite riportate nell'esplosione della sua abitazione a Savigliano

Camilla Pallavicino 15 luglio 2026

Cuneo

Si è concluso con la condanna ad 1 anno di reclusione il processo per omicidio colposo a carico di D.M. il termoidraulico chiamato a verificare l’origine del forte odore di gas proveniente dalla cucina di Renato Bocchiola, il 75enne successivamente deceduto a causa delle ferite riportate nell’esplosione del 3 ottobre 2021. L’esplosione avvenne proprio nella cucina dell’anziano e secondo i vigili del fuoco che eseguirono una serie di accertamenti sullo stato dei luoghi, la perdita di gas era stata individuata nel flessibile che portava il gas al piano cottura e che passava dietro il forno. Il forte odore di gas era stato segnalato dal figlio della vittima che abitava nell’alloggio sotto a quello del padre e per questo era stato richiesto l’intervento del termoidraulico


Durante il sopralluogo il tecnico utilizzò il naso elettronico e nessuna presenza di gas fu rilevata dai presenti, considerando anche che era estate, le finestre aperte e che quell’odore poteva anche essere confuso con quello di biogas di un impianto vicino alla cascina della vittima. Poi però nella notte fra il 3 e il 4 ottobre avvenne l’esplosione proprio nella cucina dell’appartamento, l’uomo riportò ustioni gravi e dopo alcuni giorni morì.


Secondo l’accusa se quello fosse stato un intervento di ordinaria manutenzione sarebbe stato normale usare il naso elettronico, ma quello fatto a luglio era un intervento che richiedeva l’utilizzo di attrezzatura e tecnica differenti e in particolare si sarebbe dovuta fare la prova di caduta della pressione, un intervento più complesso e approfondito che invece non venne eseguito. Per questo al termine dell’istruttoria il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’imputato a un anno di reclusione, con sospensione della pena in considerazione anche del risarcimento ai parenti della vittima. Secondo la difesa però l’intervento eseguito a luglio era stato assolutamente consono e adeguato, dal momento che il cercafughe analizzato anche dai vigili del fuoco era perfettamente funzionante. Secondo la difesa altre avrebbero potuto essere le cause dell’esplosione, come una scintilla provocata dal fatto che l’uomo dopo essersi preparato un caffè aveva lasciato la valvola del gas aperta e aveva acceso una sigaretta. Una ricostruzione rigettata però dalla giudice che ha accolto la richiesta dell’accusa condannando l’uomo ad un anno di reclusione con la concessione della sospensione condizionale e la non menzione sul casellario.

Condanna Esplosione Savigliano