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8 luglio 2026

cronaca

Cuneo, indotta a prostituirsi dall'amica della zia: ora a giudizio anche la parente

La vicenda nel 2022 in via Schiaparelli. Dopo la condanna della complice che gestiva gli appuntamenti, la zia della vittima è accusata di aver incassato parte dei guadagni

Camilla Pallavicino 07 luglio 2026

Cuneo

Avrebbe indotto la nipote a prostituirsi traendone anche un vantaggio economico.

Per i fatti accaduti nei primi mesi del 2022 è ora a giudizio I.F.M. 50enne brasiliana, e prima di lei era stata giudicata e condannata per lo stesso reato S.F.C., la donna che aveva ospitato la ragazza proveniente dal Brasile nel suo appartamento di via Schiaparelli a Cuneo e che oltre a prendere gli appuntamenti per la ragazza che non parlava italiano, le tratteneva anche una parte dei guadagni.

L’indagine era partita a giugno del 2022 in seguito ad una telefonata alla Questura di Cuneo proveniente dal consolato brasiliano a Venezia a cui la giovane si era rivolta per denunciare di essere stata sequestrata dall’amica della zia nell’alloggio di Cuneo e costretta a prostituirsi.

Gli agenti della Squadra Mobile verificarono la presenza di un annuncio di prestazioni sessuali della giovane su un sito a luci rosse; al numero di telefono rispose l’amica della ragazza che prese per lei l’appuntamento con il poliziotto che si era finto cliente. Quando gli agenti entrarono nell’appartamento trovarono le due donne; la proprietaria dell’alloggio aveva con sé un quaderno su cui erano riportati nomi di clienti e somme di denaro, prova secondo l’accusa dello sfruttamento della ragazza, reato per il quale la donna brasiliana era stata condannata a 2 anni e 6 mesi di reclusione.

L’imputata si era sempre dichiarata innocente sostenendo di aver ospitato la ragazza su pressione della zia con l’unico accordo di dividere le spese di casa. La donna aveva anche aggiunto di essere stata vittima di un complotto tra nipote e zia che avrebbero fatto in modo di denunciarla per facilitare la ragazza nell’ottenimento del permesso di soggiorno.

Ora però anche la zia è finita a giudizio per lo stesso reato di sfruttamento della prostituzione: l’accusa le contesta di aver pagato le foto per l’annuncio sul sito a luci rosse e di aver ricevuto da lei 700 euro.

In tribunale è stata chiamata a deporre proprio S.F.C. che ha ribadito la propria innocenza e l’esistenza del complotto ai suoi danni, confermando di essere stata lei a consegnare i 700 euro all’imputata in un bar vicino alla stazione di Cuneo per conto della nipote, “mi disse di aver litigato con la zia e di non volerle parlare. Sapevo che quei soldi erano per ripagare il biglietto aereo dal Brasile”.

Conclusa l’istruttoria, il processo è stato rinviato al 19 gennaio per la discussione.