LaGuida

L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

2 luglio 2026 | Aggiornato alle 13:43

cuneo

Le piste ciclabili a Cuneo, in città e frazioni, sono sicure?

24 June 2026

Cuneo

La sicurezza e la funzionalità della rete ciclabile cittadina tornano al centro del dibattito politico a Cuneo. Un’interpellanza presentata in Consiglio comunale da Paolo Armellini (Indipendenti) solleva una serie di criticità relative alle piste ciclabili e ciclopedonali esistenti e in progetto, chiedendo chiarimenti all’Amministrazione su tempi e modalità di intervento per migliorarne la sicurezza. Il documento richiama il Biciplan, il piano strategico comunale inserito nel Piano Urbano della Mobilità che punta a trasformare la bicicletta in un mezzo di trasporto quotidiano, sicuro e integrato nella mobilità urbana ed extraurbana. Tuttavia, secondo Armellini, lo sviluppo della rete ciclabile sul territorio presenta ancora diversi problemi strutturali. Tra le principali criticità evidenziate viene segnalata la frammentazione dei percorsi, con tratti ciclabili che si interrompono improvvisamente costringendo i ciclisti a immettersi nel traffico veicolare. Nell’interpellanza viene citata, a titolo esemplificativo, la ciclabile di via Valle Po verso Madonna dell’Olmo, indicata come uno dei punti critici della rete. Un altro nodo riguarda i collegamenti con le frazioni, definiti insufficienti o incompleti, in particolare verso Passatore, dove la viabilità esistente sarebbe ancora fortemente orientata al traffico automobilistico. L’interpellanza richiama anche problemi di manutenzione e degrado in alcune aree della rete ciclabile, dove vegetazione incolta, buche e dissesti dell’asfalto renderebbero difficoltosa la circolazione in sicurezza. Un esempio citato riguarda la ciclabile in costruzione tra Madonna dell’Olmo e la città, dove sono già emerse criticità legate alla qualità del fondo stradale e alla manutenzione. Infine, il tema della sicurezza stradale, spesso e sovente dovuta anche al comportamento degli utenti della strada. Il problema, infatti, non è soltanto infrastrutturale, ma anche legato al rispetto delle regole del Codice della strada.  “Molto spesso il problema non è la ciclabile – ha aggiunto Armellini -. Non viene controllata la velocità delle auto né segnalato il restringimento di corsia, registriamo il non rispetto del senso di marcia da parte dei ciclisti segnalato con le indicazioni orizzontali, il non rispetto della segnaletica orizzontale da parte degli automobilisti, la presenza di monopattini elettrici che non seguono alcuna regola”. Criticità anche su Corso Nizza, dove l’interpellanza evidenzia il mancato rispetto del senso di marcia da parte dei ciclisti e della segnaletica orizzontale da parte degli automobilisti, in particolare nel tratto tra piazza Galimberti e corso Brunet. “Il nuovo finanziamento presentato in commissione consiliare qualche giorno fa, il PNCIA, metterà a disposizione dei denari che forse potrebbero essere utilizzati anche per sistemare queste problematiche. Tenetele presenti” il suggerimento di Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia). “Ci sono tratti di piste ciclopedonali in cui passano solo i pedoni e quindi i ciclisti sono obbligati a passare altrove, rischiando di essere multati, per giunta. Poi ci sono i monopattini, davvero molto pericolosi. Servono più controlli” ha aggiunto Luciana Toselli (Beni Comuni). “Sostengo anche io l’interpellanza – è intervenuta Santina Isoardi (PD) -. La sicurezza non è più rimandabile a mio avviso. Bene la mobilità dolce, ma deve essere sicura anche. La mancanza di controlli è il primo problema, la violazione del Codice della strada è all’ordine del giorno. L’Amministrazione non può limitarsi ad inaugurare strisce sull’asfalto ma deve assicurarsi che siano sicure. Auspichiamo un impegno chiaro in questo”. Ha risposto l’assessore alla Mobilità Luca Pellegrino, rimandando al mittente parte delle accuse. “Forse il mancato rispetto delle regole è il primo punto da prendere in considerazione perché la maggior parte di quanto raccontato stasera non è dovuto a carenze delle piste ciclabili, ma a problemi dovuti al mancato rispetto delle regole da parte delle persone, cosa che non dipende da come è fatta l’infrastruttura. Sicuramente è tutto migliorabile, ma partiamo ad oggi da una situazione buona, non ottima forse, ma buona. Abbiamo 17 contabici in città che contano i passaggi sulle ciclabili per difetto: ne contano 1 milione e 800.000 l’anno ma possiamo stimare con buona approssimazione che siano 2 milioni e mezzo. Vuol dire 7 milioni di chilometri annui in media, mal contati, e abbiamo 6 incidenti all’anno. Allora forse la nostra rete ciclabile non sarà così pericolosa. Altro dato utile: coloro che partecipano al programma del Bike to Work possono valutare i percorsi e la media di valutazione che abbiamo è 4, in una scala da 0 a 5, quindi direi che chi li usa quotidianamente li percepisce come sicuri. Abbiamo 3.800 valutazioni oltre il 4,3” ha detto. E poi, sulla tanto citata frammentazione delle piste: “Spesso un percorso deve essere realizzato in più lotti. Non possiamo farli tutti insieme, nel corso degli anni bisogna procedere pezzo su pezzo per realizzare un disegno complessivo, anche perché non sempre abbiamo tutte le risorse. A volte poi non è colpa dell’Amministrazione, si pensi ad esempio a Spinettta: lì il problema è trovare soluzioni con altri enti che a volte rendono i tempi di realizzazione più lunghi. Sulle frazioni invece: siamo partiti dall’altipiano ma ora stiamo collegando anche le frazioni. Abbiamo finanziato il miglioramento del collegamento con Borgo Gesso in via Porta Mondovì, quello su via Torino verso Madonna dell’Olmo, dove i lavori sono fermi ma non dipende da noi. Abbiamo ottenuto un finanziamento che collegherà Bombonina e Madonna delle Grazie. Pezzo per pezzo, ma collegheremo tutti”.

Cuneo Piste ciclabili

Leggi anche