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8 luglio 2026

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Paesana esclusa dai fondi per la messa in sicurezza del territorio: il ponte sul Po rimane com’è

22 maggio 2026

Cuneo

Niente intervento sul sul ponte ad archi sul Po che unisce i due borghi che compongono il concentrico. Perlomeno non nei prossimi due anni. Nonostante nell’ultimo anno del proprio primo mandato il sindaco Emanuele Vaudano avesse più volte detto di avere in tasca una promessa in tal senso del presidente della Regione Alberto Cirio. Ed ancor più nonostante il fatto che gli ingegneri dello Studio BMD di Mondovì, poco più di un anno fa, avessero messo per iscritto che negli anni il ponte si è “lentamente e fisiologicamente inclinato a monte, verso il Monviso, di tre centimetri, mentre permangono importanti abbassamenti elastici e vibrazioni al momento del passaggio dei carichi da traffico, inflessioni che sono avvertite da chi transita sul ponte con diffuso senso di disagio” che abbiamo provato di persona, proponendo come soluzione la “demolizione dell’intero impalcato e gli archi del ponte in cemento armato e di realizzare un nuovo ponte in acciaio e cemento armato con la stessa luce di quello attuale”. Il tutto per una spesa che si aggira intorno al milione e mezzo di euro. Purtroppo però Paesana è rimasta esclusa dai fondi previsti dal Decreto del Ministero dell'Interno del 14 luglio 2025 definisce i contributi per le opere pubbliche di messa in sicurezza. Lo stesso decreto che nelle scorse settimane ha fatto giungere nelle casse del Comune di Sanfront 980.000 per mettere in completa sicurezza la propria rete viaria. Dalla posizione di classifica di Sanfront a quella di Paesana ci dicono esserci - per una mera ma fondamentale questione di coefficienti - “anni luce” di distanza. Per determinare l'ordine della graduatoria, il Ministero applica specifici coefficienti e criteri di priorità che tengono conto della vulnerabilità idrogeologica e sismica (viene data precedenza agli interventi per la messa in sicurezza del territorio a più alto rischio), delle dimensioni demografiche (i coefficienti premiano i Comuni con specifiche soglie di popolazione, garantendo sostegno ai piccoli enti montani e periferici) e dello stato di progettazione che prevedono un punteggio favorevole per le opere che dispongono di livelli di progettazione esecutiva già approvati e immediatamente cantierabili. L’Uncem contesta aspramente l'uso di coefficienti basati prevalentemente sulla popolazione residente e su parametri standardizzati, trascurando la reale estensione territoriale e i costi di gestione. L’Uncem evidenzia inoltre diverse criticità, tra cui lo sbilanciamento demografico che fa assegnare i fondi per i contributi di messa in sicurezza usando fasce demografiche rigide penalizza i comuni di minori dimensioni, i costi di estensione territoriale che non terrebbero conto della vastità dei territori e della frammentazione degli abitati impendendo così una corretta distribuzione delle risorse per la manutenzione e la prevenzione del dissesto idrogeologico.