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13 luglio 2026

cuneo

Il campione di freestyle Gunther Celli alla 24 Ore di Sport

22 maggio 2026

Cuneo

Dai campetti ai palcoscenici internazionali, passando per mondiali, esibizioni nei grandi stadi italiani e allenamenti individuali per giovani calciatori. Il bresciano classe 1989 Gunther Celli, storico protagonista del calcio freestyle italiano, sarà tra gli ospiti più attesi della prossima 24 Ore di Sport al NUoVO di Cuneo, dove sfiderà i partecipanti in gare tre contro tre in gabbia insieme alla sua squadra “Footwork”. Per il pubblico cuneese sarà l’occasione per vedere da vicino uno dei pionieri della disciplina in Italia: dieci titoli nazionali, due terzi posti mondiali Red Bull e una lunga serie di successi che lo hanno reso negli anni un punto di riferimento assoluto del freestyle italiano. “La mia passione è nata da bambino guardando gli spot Nike sul calcio tecnico - racconta Celli -. C’erano le famose sfide nella gabbia, il tre contro tre con giocatori incredibili come Ronaldinho, Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo. Da lì mi sono appassionato alle skill e al freestyle”. L’inizio della sua carriera coincide con la nascita del movimento freestyle in Italia. “Quando ho iniziato, quello che facevo io praticamente non esisteva ancora nel nostro Paese. La disciplina stava nascendo soprattutto in Olanda e contemporaneamente arrivarono i primi campionati Red Bull dedicati al calcio freestyle. Partecipai alle prime gare, arrivai in finale e persi contro un ragazzo che si allenava con me. Da quel momento capii che volevo fare questo nella vita”. Una sconfitta trasformata in motivazione. “Aspettai quattro anni per il mondiale successivo. Mi allenai tutti i giorni con un solo obiettivo: vincere il campionato italiano e qualificarmi. Quando nel 2012 ci riuscii, fu una delle emozioni più grandi della mia carriera, perché in quei tre minuti di gara c’erano dentro quattro anni di lavoro”. Da allora il dominio in Italia è diventato totale. “Dal 2012 a oggi non ho mai perso una gara Red Bull in Italia e sono ancora il campione italiano in carica. Questo mi ha permesso di rappresentare l’Italia ai Mondiali e confrontarmi con i migliori atleti del mondo”. Nel tempo il freestyle si è trasformato anche in una professione a tutti gli effetti. “All’inizio c’erano solo le gare, precedute da diverse ore di allenamento tutti i giorni, poi sono arrivate le esibizioni, gli eventi, i contenuti social e gli allenamenti individuali. Ho lavorato per grandi brand, dalla Juventus al Milan, fino ad Adidas. Oggi faccio performance, creo contenuti e seguo tanti ragazzi nel miglioramento tecnico”. Secondo Celli, il freestyle possiede caratteristiche che il calcio tradizionale spesso non riesce a sviluppare fino in fondo. “Nel freestyle tutto dipende da te. La responsabilità della vittoria e della sconfitta è completamente personale e questo ti obbliga a lavorare moltissimo sulla mentalità. Inoltre si curano tantissimo tecnica, coordinazione, piede debole, controllo della palla e gestione della pressione”. Aspetti che negli ultimi anni hanno iniziato a entrare sempre più anche nel calcio moderno. “Oggi si lavora molto di più sull’allenamento individuale rispetto al passato. Sempre più ragazzi capiscono l’importanza di ripetere i gesti tecnici centinaia di volte per migliorarsi. Il calcio si sta avvicinando a certe dinamiche del freestyle”. Da tempo, infatti, Celli lavora anche come allenatore individuale per giovani e professionisti. “Seguo ragazzi dai sette anni fino ai professionisti e collaboro anche con realtà importanti. Quello che cerco di trasmettere è soprattutto disciplina nell’allenamento e capacità di lavorare sull’errore”. Nel panorama mondiale, spiega, il livello si è alzato enormemente negli anni. “Le nazioni più forti sono state Polonia, Brasile, Inghilterra, Argentina e Norvegia. In Polonia c’erano tanti atleti fortissimi contemporaneamente, mentre inglesi e norvegesi avevano una grande intelligenza tattica e mentale. A un certo punto io non guardavo più il livello italiano, ma studiavo soltanto il livello mondiale”. Tra i ricordi più forti della sua carriera resta anche il Mondiale disputato in Italia, a Lecce. “Rappresentare l’Italia davanti a migliaia di persone nell’anfiteatro romano è stato qualcosa di incredibile. Sono arrivato terzo al mondo dietro Giappone e Irlanda ed è stata una soddisfazione enorme”. Ora l’attenzione si sposta sulla 24 Ore di Sport in programma a Cuneo il 20 e 21 giugno: “Sarà un evento molto intenso e divertente, una bellissima iniziativa. Le partite sono corte ma velocissime, senza pause. Verrò con la mia squadra Footwork e ci sarà anche la possibilità per i ragazzi di sfidarci negli uno contro uno”. Celli era già stato nel Cuneese per alcune esibizioni e scuole calcio, ma questa volta vivrà la manifestazione da protagonista. “Conosco l’ambiente e ne ho sempre sentito parlare molto bene. Sono convinto che sarà una bellissima esperienza e spero di trovare nuovi giocatori con cui confrontarmi”. Gli spettatori potranno così vedere da vicino uno dei simboli del freestyle italiano, capace di trasformare una passione nata nei campetti in una carriera internazionale fatta di tecnica, creatività e spettacolo.