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15 luglio 2026

cuneo

Tangenziale ferma, quale viabilità per il nuovo ospedale?

24 aprile 2026

Cuneo

Quale sarà la nuova viabilità a servizio del nuovo ospedale unico di Cuneo, che sarà costruito a Confreria nell'area del Carle e perché è ancora tutto fermo per la tangenziale di Cuneo? A chiedere il punto della situazione alla sindaca è Franco Civallero (Forza Italia) con un'interpellanza che sarà discussa lunedì sera in consiglio comunale. Il consigliere di opposizione denuncia il rischio di “isolare il futuro polo ospedaliero di Confreria”, vista la “paralisi della Variante alla SS20 (la tangenziale di Cuneo ndr) e l’assenza di una visione infrastrutturale concreta”. Per quanto riguarda la tangenziale, dopo il completamento della Cuneo-Asti (nella foto), Civallero sottolinea che tutto “è fermo da decenni, mentre territori vicini come Alba, con la realizzazione dell’A33, e Mondovì, con i cantieri del terzo lotto in partenza, hanno saputo portare avanti progetti strategici. Cuneo, invece, continua a rimanere indietro”. Al centro della preoccupazione c'è il nuovo ospedale unico di Confreria. “Il rischio concreto - prosegue Civallero - è che la struttura venga ultimata prima delle strade necessarie a raggiungerla. Questo significherebbe creare un imbuto insostenibile per la frazione di Confreria e per tutta la viabilità cittadina, con conseguenze gravi anche per i mezzi di soccorso”. Il consigliere punta il dito contro quella che definisce “una politica dei rinvii e una paura di decidere”: “Si sono moltiplicati tavoli tecnici senza risultati concreti, mentre finanziamenti e opportunità sono stati colti da altri territori”. “Un ospedale all’avanguardia senza accessi adeguati - sottolinea - non rappresenta un progresso, ma un potenziale collasso logistico per i cittadini”. Attraverso l’interrogazione, Civallero chiede risposte precise all’Amministrazione comunale sull’esistenza di un cronoprogramma reale che garantisca la realizzazione della tangenziale prima o contestualmente all’apertura del nuovo ospedale; le responsabilità politiche e tecniche dei ritardi accumulati; la volontà di superare l’attuale immobilismo, assumendo decisioni strategiche per il futuro della città; le azioni urgenti da intraprendere presso il Ministero e Anas per evitare la perdita dei finanziamenti. “Non è più tempo di rinviare - conclude Civallero -. La città ha bisogno di scelte coraggiose e immediate. La sicurezza, l’efficienza dei  servizi sanitari e lo sviluppo del territorio dipendono anche dalla capacità di dotarsi di infrastrutture adeguate”.

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