cronaca

Pedopornografia online: l’IA sta cambiando il volto dell’abuso

25 febbraio 2026

Cuneo

L’intelligenza artificiale generativa, i sistemi di messaggistica criptata e le piattaforme social stanno ridefinendo in profondità il mercato della pedopornografia online. È il quadro allarmante che emerge dal Report 2025 “Bambini Vittime” dell’associazione Meter, presentato a Roma presso la Sala del Parlamentino della sede INAIL.

Secondo i dati diffusi, nel corso del 2025 sono stati identificati 8.213 minori vittime di deepnude, immagini generate artificialmente in cui bambini e adolescenti vengono denudati o manipolati digitalmente. A questi si aggiungono 785.072 immagini e 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori segnalati nello stesso periodo.

L’IA e la nuova frontiera dell’abuso digitale

Il report evidenzia come strumenti di intelligenza artificiale siano sempre più utilizzati per trasformare immagini innocue in contenuti sessualmente espliciti. Le immagini deepnude, sottolinea Meter, rappresentano una forma particolarmente grave di abuso perché colpiscono sempre una vittima reale: il minore la cui immagine viene manipolata senza consenso. Tra i canali maggiormente utilizzati per la diffusione e lo scambio di materiale illecito figurano TikTok, Telegram, Signal e aree meno accessibili della rete come il Dark Web. L’Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia ha individuato 115 gruppi e bot attivi tra Signal e Telegram dedicati alla diffusione di contenuti deepnude. Telegram si conferma la piattaforma più utilizzata. Tra gli strumenti di generazione emerge anche Grok, modello sviluppato da Elon Musk, responsabile della creazione di 1.121 contenuti, pari al 14% del totale rilevato.

Le vittime: soprattutto tra gli 8 e i 12 anni

Particolarmente preoccupante la distribuzione per fasce d’età. Tra le immagini rilevate, la concentrazione maggiore riguarda minori tra gli 8 e i 12 anni (422.368 foto), seguiti dalla fascia 3–7 anni (360.563) e 0–2 anni (1.972). Lo stesso andamento emerge per i video: 1.337.792 contenuti relativi alla fascia 8–12 anni, 394.417 per la fascia 3–7 e 834 per 0–2 anni comunicato_reportmeter2025_ita. Il dato conferma la crescente diffusione di contenuti dinamici, più difficili da individuare e rimuovere.

Gaming e adescamento: il caso Roblox

Il report include anche una ricerca su 467 minori tra 9 e 11 anni relativa alla piattaforma Roblox. Il 70% dichiara di essere stato esposto ad almeno una situazione di rischio durante il gioco. Il 45% riferisce tentativi di adescamento tramite chat private o profili virtuali, ma solo il 10% mostra piena consapevolezza del fenomeno. Il 35% segnala episodi di cyberbullismo, mentre il 50% afferma di aver bloccato utenti sconosciuti senza informare adulti di riferimento.

Fenomeni emergenti: “pedomame” e abusi tra minori

Tra gli aspetti più inquietanti segnalati dal monitoraggio vi è il fenomeno delle cosiddette “pedomame”: donne, madri, coinvolte nella produzione di materiale pedopornografico. Sono stati documentati 11.240 video e 320 immagini diffusi tramite piattaforme di messaggistica. Preoccupante anche la crescita degli abusi tra minori: il 32% dei contenuti analizzati riguarda produzione e diffusione di materiale sessualmente esplicito tra coetanei; il 23% è legato alla diffusione non consensuale di immagini intime, il 18% a sextortion, il 15% ad adescamento e il 12% ad abusi sessuali commessi da un minore su un altro.

L’appello: “Ogni numero è un bambino”

Nel documento, l’associazione Meter rinnova l’appello a istituzioni, operatori dell’informazione e società civile affinché contribuiscano a rompere il silenzio su un fenomeno che, sottolinea, “non è solo digitale ma profondamente umano”. “Ogni numero rappresenta una vittima”, si legge nel report. “Un bambino o adolescente sopravvissuto agli abusi, un minore che cerca voce e protezione”.

Leggi anche

Acqua Sant’Anna celebra 30 anni di attività

Per l'occasione è stata lanciata un'edizione speciale della bottiglia in Tetra Pak